Cronaca

Incinta a 12 anni: il cugino ammette la 'relazione sessuale' con la ragazzina

I fatti si sono svolti in Romagna ma l'uomo era poi fuggito a Firenze: resta rinchiuso nel carcere di Sollicciano

Si è tenuto questa mattina nel carcere fiorentino di Sollicciano l'interrogatorio di garanzia nei confronti del 23enne sudamericano accusato di atti sessuali con due sue cugine entrambe 12enni, una delle quali rimasta incinta e ora all'ottavo mese di gravidanza.

Il sudamericano, fuggito dalla Romagna a Firenze nei giorni scorsi, come riportato da RiminiToday, difeso dall'avvocato Enrico Graziosi, ha risposto alle domande del gip, ammettendo sostanzialmente i fatti e difendendosi parlando di una "relazione sessuale consenziente" con la figlia di un suo cugino di primo grado.

Atti che, per la legge, con una minore di 14 anni sono sempre un reato anche se ci fosse la volontà della minorenne.

Il 23enne ha invece respinto con forza le accuse che gli vengono mosse dall'altra cugina 12enne, che ha puntato il dito contro di lui raccontando di essere stata molestata con palpeggiamenti.

Secondo la versione del 23enne, che avrebbe mostrato alcuni messaggi WhatsApp, si tratterebbe di una montatura nei suoi confronti messa in piedi dalla famiglia quando aveva scoperto che la cugina era incinta di lui.

Il sudamericano ha poi spiegato di essere scappato da Rimini e di essersi rifugiato a Firenze da una zia per sfuggire alle minacce di morte che gli erano arrivate dal padre della ragazzina 12enne, scoperta nei giorni scorsi dai genitori incinta all'ottavo mese.

Dall'interrogatorio sarebbe emerso che i genitori della 12enne si erano accorti della gravidanza della ragazzina solo quando questa era arrivata all'ottavo mese, pensando che il gonfiore dell'addome fosse dovuto a problemi di alimentazione.

Ad insospettirsi per primi sulle condizioni della minorenne erano stati invece gli insegnati di lei che, prima al preside e poi alla famiglia (residente in Romagna), avevano segnalato la situazione anomala.

Solo dopo questo episodio la mamma aveva portato la figlia dal pediatra e, su indicazioni del medico, all'ospedale dove era stata accertata la gravidanza in stato ormai molto avanzato.

I genitori si erano quindi rivolti ai carabinieri che avevano fatto partire le indagini, dopo che la stessa 12enne aveva raccontato agli inquirenti di quanto successo col cugino, al quale veniva affidata dai genitori quando questi si dovevano allontanare da casa per lavoro.

Il fermo del 23enne è stato convalidato e il giovane resta rinchiuso nel carcere di Sollicciano. Le accuse restano quelle di atti sessuali con minore e violenza sessuale aggravata.

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