Tentata violenza sessuale all'Isolotto: fermato il presunto responsabile

Tradito da una foto scattata con il cellulare e inviata tramite Facebook

Svolta nel caso della trentenne pestata in strada dieci giorni fa. Ieri la polizia di Stato ha dato esecuzione ad un decreto di fermo di indiziato di delitto, disposto dalla procura della Repubblica, nei confronti di un ventiquattrenne serbo gravemente indiziato di violenza sessuale, lesioni personali e rapina. Reati avvenuti nella notte del 10 febbraio scorso in Via Simone Martini nel quartiere dell’Isolotto.

LA DINAMICA 

Secondo quanto emerso fin dall’immediatezza, la vittima era stata avvicinata da un ragazzo qualche ora prima nel circolo di San Bartolo a Cintoia, fino a quando il giovane l’aveva invitata a spostarsi in un altro locale pubblico nel complesso Consorzio Shoppingcenter Freeland di Via del Cavallaccio. 

I due si erano così incamminati in strada a piedi e, durante il percorso, l’uomo aveva tentato un esplicito approccio sessuale, al quale la ragazza, in Italia per motivi di studio, si era subito opposta. A seguito del rifiuto, il giovane le aveva sferrato con violenza pugni e calci, causandole la frattura della mandibola e contusioni giudicate guaribili in 30 giorni, fino a quando l’abbaiare dei cani, che la vittima aveva al seguito, lo aveva fatto desistere. A questo punto l’aggressore si era dato alla fuga, ma non prima di aver strappato via la borsa alla vittima.

La squadra mobile, diretta da Antonino De Santis, si è messa subito a lavoro ricostruendo i fatti ed ascoltando testimoni, verificando i percorsi ed acquisendo riscontri. Gli investigatori della sezione antirapina hanno al contempo scoperto una foto che la vittima aveva scattato con il proprio cellulare al suo aggressore, inviandola ad un’amica tramite l’applicazione Facebook Messenger.

LA SVOLTA 

Grazie al sistema di riconoscimento automatico di immagini (S.A.R.I.), che attraverso un dedicato processo algoritmico associa all'immagine di uno sconosciuto le generalità di chi è già presente nelle banche dati della polizia, è emerso il nominativo del cittadino serbo, poi riconosciuto dai testimoni quale autore dei reati.

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L’indagine informatica e quella tradizionale hanno pertanto consentito agli investigatori di stringere il cerchio sull’indagato, a carico del quale la procura della Repubblica ha emesso il decreto di fermo.
Ieri mattina l’uomo, cittadino di etnia rom noto nell'ambito dei reati contro il patrimonio, è stato accompagnato al carcere di Sollicciano a disposizione del gip che stamani ha convalidato il fermo ed applicato nei confronti dell’indagato la misura cautelare della custodia in carcere.

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