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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca

Vendemmia 2023: danni per Merlot e Malvasia, il Sangiovese resiste alle malattie

Piogge fuori stagione: produzione in calo e sotto i due milioni di ettolitri

Sono sempre più marcate le difficoltà degli agricoltori nella produzione vitivinicola. Tra siccità e precipitazioni violente e fuori stagione, sono ancora le malattie delle piante a rappresentare il problema più importante. Ad incidere sempre di più in negativo c'è la piaga della peronospora che colpisce le piante.

Se anche il governo ha promesso aiuti alle imprese danneggiate, l'annata avrà delle ripercussioni importanti, soprattutto a Firenze e Siena vitigni come Merlot e Malvasia bianca e nera, che hanno mostrato una maggiore sensibilità. Il Sangiovese, nella maggior parte dei casi, ha invece mantenuto quantità di produzione e qualità.

La produzione di vino regionale dovrebbe attestarsi, stando alle previsioni di Ismea, Assoenologi e Uiv, sotto i 2 milioni di ettolitri nel 2023 (-20%) rispetto ad una media di 2,3 milioni di ettolitri (media 2018-2022). 

Un calo a macchia di leopardo, con riduzioni importanti in alcune aree della regione, emerge dal punto effettuato dalla Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali Toscana.

Ed è incredibile come, vigneti che sorgono a distanza anche minima l'uno dall'altro, possano avere ripercussioni diverse dalle malattie fungine: su tutte la peronospora, innescata dalle abbondanti piogge di maggio e giugno. Sono bastate zone bagnate più frequentemente dalle piogge o più umide per produrre attacchi più pesanti. Con terreni meno umidi e piogge meno frequenti hanno consentito di mantenere alte le produzioni e la qualità delle uve, complici anche varietà più resistenti, oltre alle innegabili capacità delle imprese.

Secondo il report di Fabio Burroni, Odaf Firenze, e Marco Pierucci, Odaf Arezzo, nei casi in cui la peronospora ha originato infezioni, i danni si sono protratti fino a tutto agosto, soprattutto a carico dei grappoli. Situazione più semplice sulla costa: nel basso livornese e in alcune zone del grossetano i vigneti sono stati meno colpiti, rispetto a molte altre aree della Toscana.

La gestione fitosanitaria del vigneto si è fatta più complicata nelle aziende biologiche: i regolamenti comunitari hanno ridotto significativamente il numero e la quantità di fitofarmaci utilizzabili e, in queste condizioni, la conoscenza approfondita dei patogeni e delle loro dinamiche è diventata più che mai essenziale.

"In una campagna viticola non semplice, come quella che ci stiamo avviando a concludere, il supporto di tecnici qualificati e capaci di operare oculatamente nel vigneto, ha potuto fare una reale differenza", commenta Alfredo Tocchini, Dottore Agronomo ed Enologo libero professionista.

A pesare anche un altro elemento: la difficoltà di reperire manodopera stagionale per la raccolta dell’uva. Quasi un’azienda agricola su due (41%) si trova o si è trovata in carenza di manodopera mentre il 53% fa ricorso ai lavoratori stranieri soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, con contratti stagionali principalmente per il lavoro nei campi, per la gestione dell’allevamento e la pulizia degli stabili (manutenzioni) secondo i risultati dell’indagine “Gli immigrati e l’agricoltura nella Regione Toscana” realizzata da Coldiretti e Fondazione Campagna Amica.

Così in Toscana, secondo Coldiretti Toscana, sono circa 500 le aziende del settore vino che stanno impiegando vendemmiatrici meccaniche. I vantaggi sono molteplici: velocizzare i tempi di raccolta dell’uva che avviene tramite “scuotimento” o vibrazione delle viti fino a provocare il distacco dell’acino, ridurre i costi di produzione e l’impiego della manodopera stagionale che si fatica a trovare.

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