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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Centro Storico

I vini di Dainelli nel caveau del ristorante sull’Arno

L’ex capitano cala il poker: “Non è un vino da calciatori”

Dainelli cala sul tavolo una poker di vini. Il progetto, la cantina appunto, ha avuto una lunga gestazione, circa una quindicina di anni, da quando l’ex difensore viola girava insieme ad un sommelier per cercare prodotti interessanti per il proprio ristorante di Peccioli. 

Viaggi “alcolici” di sperimentazione condivisi anche con amici, con momenti goliardici che  hanno fatto sentire l’ex capitano e i compagni come vivere da protagonisti in delle zingarate 2.0. “Non sono dei vini da calciatori - ha spiegato Dainelli - ma non voglio screditare il mio passato anche perché mi ha permesso di realizzare il mio progetto”. La vita tra i filari? “Mi sto ammalando di quella maniacalità che esiste dietro al mondo del vino”. 

L’azienda, 4 ettari a Cerreto Guidi, ha delle prospettive di espansione per il prossimo futuro: ad oggi la produzione è di 8mila bottiglie, poi si dovrebbe salire a 16mila e via fino a trentamila. Il vitigno prevalente è il Sangiovese sebbene venga importata una parte di Ansonica gigliese per il vino bianco. 

Vini dai nomi simpatici e istintivi. “Daino in bolla” (Inteso come stare in bolla), la Sbronza, Intruso e Rude. LaWhatsApp Image 2022-05-26 at 23.10.30-2 bolliccina è un vino frizzante piuttosto beverino che fa una prima fermentazione in silos e la seconda in bottiglia. Equilibrata l’ansonica del Giglio in cui si percepisce la parziale macerazione delle uve. Più pungenti l’Intruso, con affinamenti in legno e anfora, e il Rude (Sangiovese 10% che fermenta in cocciopesto). Fascia di prezzo media: tra i dieci e venti euro. 

Il progetto è stato elaborato con validi aiuti sia in cantina sia nel design. La guida enologica è stata affidata ad Attilio Pagli, rinomato enologo empolese che ha ricevuto premi nelle eccellenze toscane e riconoscimenti per il recupero di vitigni dimenticati sia in Italia sia in Argentina e Cile. Sia chiaro: il Sangiovese rimane la sua passione. 
Le etichette sono state congegnate grazie alla complicità tra l’ex bandiera viola e Giovanni Maranghi, l’artista lastrigiano che dagli anni Settanta ha esposto in Olanda, Francia, Stati Uniti, Russia e altre parti del mondo. E’ stata riscoperta l’idea di legare il vino all’arte come negli anni Quaranta fu per il bordolese Chateau Mouton Rothschild che si avvalso della collaborazione di Picasso, Mirò, Chagall, Bacon e Koons. 

WhatsApp Image 2022-05-26 at 23.12.40-2I vini Dainelli vanno quindi ad arricchire la florida cantina del ristorante che affaccia sull’Arno che può contare su 8mila bottiglie per un valore di oltre 1 milione e mezzo di euro. Vini distribuiti tra il locale di Tommaso Grasso e custoditi in un caveau nascosto in un fondo del’ 400 appartenuto alla famiglia dei Bardi. Ad oggi è considerata la seconda cantina del centro storico. 

Il ristorante, rinnovato per il ventennale, trecento coperti su circa 550 metri quadrati con vetrate su Ponte Vecchio, gioca su un concept di ristorazione ricercata sebbene nella zona gastronomia facciano gola i salumi selezionati come la cinta senese bio, prosciutto semidolce affumicato alle foglie di tabacco, pancetta tesa di brado del Casentino. Accanto a un carrello di formaggi italiani che se la “gioca” con erborinati e caprini di Francia, Belgio e Inghilterra. 

Lo chef, Paolo Secci, dal 2018 alla guida della brigata del Golden View, alterna la carta dell'accostamento tradizionale a quello mediterraneo. Si passa dagli spaghetti di muggine mantecati al burro di Normandia e fumetto al lemongrass, allo storione in crosta fino al medaglione di vitella bardato con pancetta, agretti al burro e purè di patate.

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