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Cronaca Isolotto / Via Chiusi

Via Chiusi: il crowdfunding immobiliare fa il pieno

Per il progetto residenziale nella zona di viale Etruria raccolti 2,5 milioni: l’obiettivo della campagna era uno

Il mattone è sempre il mattone. E così il debutto italiano portale di equity crowdfunding immobiliare Yeldo Crowd si è rivelato trionfale: obiettivo dichiarato della campagna un milione di euro, ne sono stati raccolti 2,54. La città scelta come ‘test’ è stata Firenze, in particolare via Chiusi zona viale Etruria, per il completamento della ristrutturazione di un immobile residenziale al civico 5 (già di proprietà di Poste) avviata a gennaio 2022 e che si dovrebbe concludere a settembre, propedeutica alla vendita frazionata di 85 appartamenti.

I numeri parlano da soli. “È un record la più grande campagna di lancio di un portale di crowdfunding”, il commento della società, che in realtà non si mostra troppo sorpresa dal successo: “Nasciamo dalla solidità di un gruppo internazionale attivo nel mercato degli investimenti immobiliari da diversi anni, Yeldo Group. Per questo motivo, avevamo fiducia nel superare gli obiettivi di raccolta nei tempi previsti dalla campagna”. Anche se forse non in queste dimensioni, con la quota superata del 127%. E la maggioranza dei sottoscrittori, il 51%, è fatta da piccoli risparmiatori, ticket di ingresso 10mila euro, l’altro 49% da investitori professionali con quote medie da 36mila euro, oltre cinque volte la media del mercato. Del resto l’occasione era allettante: rendimento atteso del 18,6% in appena un anno e mezzo.

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Il meccanismo è semplice vengono raccolti fondi per partecipare all’acquisto di immobili e poi con il ricavato della vendita si “rimborsano” gli investitori che mettendo 10mila euro se ne ritrovano quasi 12mila nel giro di 18 mesi.

“Il successo della campagna di lancio di Yeldo Crowd ha dimostrato che è possibile creare dei prodotti accessibili all’investitore retail con ticket di 10mila euro, ma che abbiano delle caratteristiche di rischio e rendimento molto attrattive anche per gli investitori professionali ed istituzionali. Questa è l’innovazione che vogliamo portare con Yeldo”, le parole del Ceo Antonio
Borgonovo.

I due milioni e mezzo raccolti non coprono l’intera somma, ma vanno a integrare il finanziamento bancario già concesso per completare la ristrutturazione guidata da Ad Casa, il gruppo fiorentino che fa capo ad Andrea Duranti, nato nel 2010, con oltre 40 progetti immobiliari realizzati e che di recente si è occupato anche del restyling del sottopasso della stazione di Santa Maria Novella.

Al momento non sono previste altre operazioni del genere su Firenze e provincia, anche se il boom del debutto potrebbe fargli cambiare idea: “Siamo in fase di valutazione di numerosi progetti nell'area di Milano e Monza, non escludiamo tuttavia di valutare nuovamente la zona di Firenze per future campagne”. Nel mondo sono circa 180 le piattaforme che si occupano di crowdfunding immobiliare, con una raccolta complessiva di oltre 35 miliardi di euro. Secondo l’ultimo Report italiano sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano quelle attive nel nostro Paese sono 27 e i progetti finanziati nell’ultimo anno in questo comparto hanno raccolto oltre 127,5 milioni.

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L’industria del real estate crowdfunding negli ultimi 12 mesi ha continuato ad essere particolarmente vivace in Italia. Se un anno fa si contavano solo 18 piattaforme dedicate attive, oggi sono ben 27. Tipicamente si tratta di progetti di breve-medio termine che mirano alla riqualificazione (o alla realizzazione ex novo) e successiva cessione di proprietà immobiliari; il crowdfunding ha un importante ruolo di boost nel finanziamento iniziale grazie alla rapidità di raccolta e all’assenza di garanzie reali. I progetti finanziati nell’ultimo anno in questo comparto hanno raccolto un ammontare pari a € 127,25 milioni (+38,1% rispetto al periodo precedente).

Nel 2017 erano già cento. Oggi ci sono circa 180 piattaforme a livello globale le quali hanno registrato una raccolta mondiale che supera i 35 miliardi di euro, distribuiti geograficamente in maniera eterogenea: 21 miliardi negli Stati Uniti, 6,5 nell’Unione Europea e 8,3 nel resto del mondo.

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