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Coronavirus: vescovi contro con il governo per il "no" alle messe

I vescovi toscani si uniscono alla Cei

 

I vescovi toscani si uniscono alla Conferenza Episcopale Italiana (Cei) nel chiedere la ripresa dell’azione pastorale e l’attività di culto della Chiesa. Richiesta avanzata dopo che ieri il premier Giuseppe Conte ha illustrato la fase 2. Nel nuovo Dpcm sì apre infatti alla possibilità di celebrare i funerali, soltanto però alla presenza dei familiari più stretti (non più di 15 persone), ma rimane lo stop alla riprese delle Messe.

Una mancata ripresa a seguito della quale è stata dura la presa di posizione della Cei. "I vescovi italiani - scrive la Cei in una nota - non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale". Presa di posizione netta per cui già nei prossimi giorni la Presidenza del Consiglio "studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza".

Le Diocesi toscane intanto si dicono "pronte a recepire tutte le indicazioni che potranno essere fornite da specifici protocolli di sicurezza, analogamente a quanto stabilito per altri luoghi e attività, nella certezza che le ragioni economiche, culturali e sociali, in base alle quali vengono o verranno presto riaperti fabbriche, negozi e musei, parchi, ville e giardini pubblici, non possono avere una prevalenza rispetto all’esercizio della libertà religiosa, che è tra i principi fondamentali della Costituzione (come sanciscono gli artt. 2, 7 e 19) e definita dal Concordato tra Stato e Chiesa (si vedano gli artt. 1 e 2 dell’Accordo di revisione del Concordato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede del 18 febbraio 1984)".


"I vescovi toscani ricordano che, come in tutta Italia, anche nella nostra Regione la Chiesa è stata in questo tempo difficile vicina alle persone, sia con l’assistenza spirituale resa possibile dai mezzi di comunicazione, sia fornendo attraverso le parrocchie, le Caritas, le associazioni, il volontariato organizzato una serie di servizi socialmente importanti".  

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