Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca

I lavoratori di Toscana Aeroporti Handling sotto Palazzo Vecchio: "No alla vendita, tuteliamo il lavoro" / FOTO

Solidarietà da 5 Stelle e sinistra: "Una multinazionale che riceve finanziamenti pubblici non può comportarsi in questo modo"

"Non siamo in vendita". Così scandiscono i lavoratori di Toscana Aeroporti Handling, questa mattina nuovamente in presidio, questa volta organizzato dal sindacato Usb sotto Palazzo Vecchio, contro la decisione della società presieduta da Marco Carrai di disfarsi della controllata che gestisce tutti i servizi di terra e che impiega circa 450 lavoratori tra gli scali di Firenze e Pisa.

"Chiediamo  a  Toscana  Aeroporti  il  ritiro  del  progetto  di vendita di Toscana Aeroporti Handling e alle Istituzioni, Regione e Comune, chiediamo di intervenire affinché la Toscana e Firenze proteggano i suoi aeroporti dall’assalto della speculazione e tutelino i posti di lavoro, diritti, salario, salute e sicurezza, presenti e futuri", spiegano i sindacalisti Usb, che temono licenziamenti.

"A centinaia di persone sarebbe stata concessa come unica garanzia il mantenimento del livello occupazionale di 24 mesi, periodo nel quale la nuova proprietà potrà beneficiare della cassa integrazione prevista dall’emergenza Covid. Non è abbastanza, è grave e ingiusto che una società multinazionale partecipata come Toscana Aeroporti che gode della concessione di una risorsa pubblica dallo Stato tragga profitto da scorporazioni, cessioni e nel contempo benefici di finanziamenti pubblici quali i 10 milioni di euro recentemente approvati dal governo regionale", scrivono in una nota i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle De Blasi e Masi, che chiedono al sindaco Nardella di prendere le distanze dalla decisione di Toscana Aeroporti di vendere il ramo d'azienda.

"Le lavoratrici e i lavoratori dell’handling di Toscana Aeroporti sono le vittime sacrificali delle politiche del centrosinistra, fatte di privatizzazioni e precariato. La vendita del comparto mette ulteriormente a rischio livelli occupazionali e salariali. Trattare le persone come merce è pratica abituale nelle nostre società, ma è ancora più inaccettabile in tempi di pandemia, con società che prendono fondi pubblici e non danno garanzie per il personale dipendente. Per l’ennesima volta dichiariamo il nostro sostegno a questa lotta e chiediamo al Partito Democratico di uscire dall’ombra di Italia Viva", commentano invece i consiglieri di Sinistra progetto comune Palagi e Bundu. Nelle prossime settimane non si escludono nuovi presìdi di protesta.

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