Rischio vendita sul Tirreno, subito sciopero di giornalisti e poligrafici: "Il Gruppo Gedi fornisca garanzie"

Gli Agnelli sarebbero interessati a disfarsene, a rischio oltre 70 giornalisti e 40 poligrafici

Clima gelido al Tirreno in questi giorni. Sono sempre più insistenti le voci che vogliono il Gruppo Gedi, capitanato dagli Agnelli dal dicembre scorso, interessato a disfarsi di una serie di testate locali. Tra queste ci sarebbe appunto lo storico Tirreno, che, con ormai 75 anni di storia alle spalle, secondo quotidiano della Regione, conta oggi oltre 70 giornalisti e una quarantina di poligrafici.

Le voci, come detto, nelle ultime ore si rincorrono in maniera sempre più insistente. Gli Agnelli, che hanno acquistato il gruppo che controlla sia giornali nazionali di primo piano come La Repubblica e La Stampa ma anche oltre una decina di testate locali, sarebbero interessati a vendere, secondo quanto scrive per esempio 'Professione Reporter', per poter tentare la scalata al Sole 24 Ore.

Giornalisti e poligrafici del Tirreno hanno immediatamente proclamato due giorni di sciopero, oggi e domani. L'assemblea dei giornalisti ha già inoltre conferito al Cdr l'assenso ad un ulteriore pacchetto di 10 giorni di sciopero se la situazione non dovesse chiarirsi.

Solidarietà e preoccupazione sono state espresse sia da esponenti politici che dall'Ordine dei giornalisti della Toscana.

"Seguiamo con preoccupazione le vicende riguardanti la possibile vendita del quotidiano Il Tirreno da parte del gruppo Gedi. Il Tirreno non è solo un asset da vendere al migliore offerente, è un patrimonio di pluralismo e di cultura dell'intera regione. Per questo chiediamo che il principale gruppo editoriale italiano fornisca adeguate garanzie, sia dal punto di vista economico-occupazionale che da quello dell'autonomia e dell'indipendenza di una testata storica", si legge nella nota diffusa dall'Ordine dei Giornalisti.

"L'uscita del quotidiano da un grande gruppo editoriale non può e non deve essere un salto nel buio: gli autentici azionisti del Tirreno sono i suoi lettori e l'intera società toscana. Affiancheremo e sosterremo tutte le iniziative che l'Associazione stampa toscana e la Federazione della stampa intenderanno assumere per difendere l'occupazione e salvaguardare l'autonomia della testata", si legge ancora, nel mezzo di una situazione generale che, tra precarietà e spesso paghe da fame, non è certo rosea per i giornalisti.

Solidarietà anche dal presidente della Regione uscente Enrico Rossi e dal neo eletto Eugenio Giani. “Seguiremo con attenzione l’evolversi della trattativa, assicurando tutto il supporto necessario laddove in gioco ci fossero posti di lavoro. Lo faremo a difesa del pluralismo dell’informazione e di una testata storica come il Tirreno. Oltre al rischio di perdere posti di lavoro - scrivono Rossi e Giani in una nota congiunta -, va assolutamente scongiurato il pericolo di un impoverimento dell’informazione locale”.

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