Vaccino antinfluenzale: “Difficoltà a trovarlo? Ditte farmaceutiche in deficit produttivo”

Parla il direttore della rete territoriale dell'Ausl Toscana Centro, Daniele Mannelli: “Già distribuiti 505mila vaccini, altri arriveranno. Fate il vaccino perché con influenza e Covid insieme aumenta il rischio di mortalità”

Foto di LuAnn Hunt da Pixabay

Quest'anno, per la concomitanza della pandemia di coronavirus, la campagna di vaccinazione antinfluenzale è partita prima.

“Intorno a metà ottobre, circa dieci giorni in anticipo rispetto allo scorso anno. Partire prima non avrebbe avuto senso. Vaccinarsi troppo presto comporta il rischio che la copertura vaccinale completa, che dura circa 3-4 mesi, termini prima della fine della stagione influenzale, normalmente a fine febbraio”.

A parlare è il dottor Daniele Mannelli (foto sotto), direttore del Dipartimento rete sanitaria territoriale della Ausl Toscana Centro, comprendente i territori di Firenze, Prato, Pistoia e una parte del Valdarno inferiore in provincia di Pisa.

“Siamo in presenza di una campagna di vaccinazione straordinaria. Quest'anno l'Ausl Toscana Centro ha ordinato 695mila dosi di vaccini antinfluenzali, tra tetravalenti, somministrabili a persone dai 6 mesi di età in poi, e trivalenti, destinati alla popolazione anziana”, spiega Mannelli.

Numeri che significano, per quanto riguarda la Toscana Centro, il 75% di dosi in più rispetto alla campagna dell'autunno-inverno 2019/2020, quando “furono ordinati e somministrati circa 395mila vaccini”.

A livello regionale invece, comprendendo le tre macro Aziende Usl (Centro, Nord Ovest e Sud Est), le dosi ordinate quest'anno alle aziende farmaceutiche dalla Regione tramite bandi dell'Estar sono state 1 milione e 460mila circa. Quasi il doppio rispetto alle oltre 750mila degli scorsi anni (per una spesa complessiva, anch'essa quasi raddoppiata, arrivata a circa 8 milioni di euro).

Ma allora, perché è così difficile trovare il vaccino contro l'influenza, come denunciano gli stessi medici di medicina generale?

“Ad un certo punto le ditte farmaceutiche, per i grandi quantitativi di vaccini richiesti, sono andate in deficit produttivo, quindi non stanno consegnando tutto il fabbisogno e tutte le dosi che noi avevamo messo a gara. Così si sono manifestati nel corso di queste settimane problemi di approvvigionamento, perché non stanno arrivando tutti i vaccini che noi avremmo voluto arrivassero”, spiega Mannelli.

“Si tratta comunque - sottolinea-, di una campagna vaccinale epocale. A livello di Azienda Usl Toscana Centro fino ad oggi sono già state distribuite 505mila di vaccini a medici generali e pediatri, in parte (ma quanti al momento non è possibile saperlo, ndr) già somministrati. La prossima settimana saranno in distribuzione ulteriori 19mila dosi, per pediatri e medici di famiglia. Arriviamo così a 524mila dosi”.

“Dopodiché - aggiunge ancora il dirigente dell'Ausl Centro -, nessuno di noi ha più alcuna certezza. Noi speriamo, sappiamo che le ditte farmaceutiche sono in difficoltà nell'onorare gli impegni presi in sede di gara perché la produzione non sta dietro rispetto alla domanda. Si sta un po' a quello che ci arriva, sostanzialmente è questo". Parole che senz'altro faranno discutere.

Vaccini, la denuncia dei medici: "Non bastano"

"Però - prosegue Mannelli -, la campagna vaccinale non è terminata e ad oggi abbiamo già distribuito il 30% di dosi in più rispetto allo scorso anno, rispetto al quale c'è dunque una grande copertura vaccinale”.

Peraltro quest'anno il sistema di distribuzione è cambiato e passa ora direttamente dalle farmacie convenzionate, presso le quali i medici ritirano i vaccini ordinati senza più dover passare dai magazzini dell'Azienda Usl.

Nella speranza che arrivino tutti i vaccini ordinati, la forte raccomandazione alla popolazione a rischio e agli anziani resta dunque quella di vaccinarsi (il vaccino quest'anno è gratuito anche per la fascia 60-65 anni, oltre che per over 65, categorie a rischio e bimbi tra i 6 mesi e i 6 anni). Per tutelare se stessi e gli altri, evitare di contrarre contemporaneamente Covid e influenza e anche per non mandare in tilt il sistema sanitario.daniele mannelli-2

“Ovviamente se una persona, specialmente in età avanzata o tra le categorie a rischio, contrae contemporaneamente il Covid e l'influenza le conseguenze possono essere molto peggiori. Anche dal punto di vista dell'aumento di mortalità - sottolinea infatti Mannelli -. In un contesto pandemico da coronavirus come quello di quest'anno inoltre avere una copertura vaccinale ottimale favorisce la diagnosi differenziale”.

Cioè, in sostanza, visto che i sintomi sono simili, permette di sapere “quasi con certezza che un paziente ha il Covid e non l'influenza e questo orienta molto la capacità di risposta del sistema. In un contesto in cui i servizi ospedalieri sono già molto provati, se aggiungo una 'grossa' influenza come capita ogni qualche anno il sistema salta completamente, non regge a due epidemie rilevanti che si presentano contemporaneamente”.

Gli over 65 vaccinati lo scorso anno sono stati il 56% circa. Quest'anno l'obiettivo minimo è il 75%. Insomma l'invito forte è a vaccinarsi. Sempre che i vaccini si trovino. In attesa di quello anti Covid, ma qui inizia un altro capitolo.

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