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Coronavirus: quando e come potrebbe partire il vaccino in Toscana

Secondo 'La Repubblica' le prime 200mila dosi di vaccino in arrivo a fine gennaio, destinate a personale sanitario e Rsa

Le prime 200mila dosi di vaccino anti coronavirus potrebbero arrivare in Toscana a fine gennaio, prodotte dalla casa farmaceutica americana Pfizer. Così ricostruisce oggi La Repubblica.

Secondo quanto scrive il quotidiano, i vaccini, da mantenere a temperature di -75°, saranno portati direttamente in dodici ospedali toscani, dai quali partirà la somministrazione.

Considerando che per questo vaccino è necessaria una prima inoculazione e poi una seconda dopo un mese, questo primo ammontare di 200mila dosi servirà a vaccinare 100mila persone.

Saranno destinati, sempre secondo la ricostruzione di Repubblica, a 40mila dipendenti del personale sanitario (medici, infermieri, oss, tecnici) e alle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa), dove tra anziani ospiti e personale si parla di circa 50mila persone.

I nuovi casi tornano sotto quota 1.000

In questo secondo caso il piano di vaccinazione sarà più complesso e sarà fondamentale la velocità, considerando che il vaccino dovrà essere somministrato entro cinque giorni dalla consegna di Pfizer. La somministrazione agli operatori sanitari negli ospedali, dove appunto arriveranno inizialmente i vaccini, dovrebbe invece presentare meno problemi.

Resterebbero dunque circa 20mila dosi, da destinare ad altre 10mila persone, probabilmente altro personale a rischio che ruota attorno al mondo della sanità (addetti alle pulizie ad esempio).

Nei mesi successivi dovrebbero poi arrivare gli altri vaccini (come quello della svedese-britannica AstraZeneca), da destinare agli altri cittadini a partire da categorie a rischio e anziani.

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