Omicidio in centro dopo una lite: 33enne ucciso a coltellate / FOTO - VIDEO

Vittima un cameriere kosovaro. Tutto sarebbe nato da futili motivi, i carabinieri hanno arrestato un cuoco tunisino di 39 anni, reo confesso

Carabinieri sul luogo - ©Alessandro Busi

Un cittadino kosovaro di 33 anni è stato ucciso questa notte a coltellate nel pieno centro di Firenze, dopo una lite iniziata intorno alle 3 del mattino all'interno del Dublin Pub di via Faenza. In manette è finito un cittadino tunisino, Nader Ben Khalifa, 39 anni, che lavora come cuoco in un ristorante. La vittima invece lavorava come cameriere in via della Condotta.

Tutto sarebbe iniziato per futili motivi, secondo la ricostruzione dei carabinieri del nucleo radiomobile intervenuti sul posto insieme con i sanitari del 118. Nader sarebbe infatti stato raggiunto al tavolo del pub dal cittadino kosovaro e da un gruppo di amici di quest'ultimo. Qualcuno, forse già sotto effetto dell'alcol, avrebbe battuto i pugni sul tavolo e detto qualche parola di troppo, scatenando la reazione di Nader. La lite è stata subito sedata.

Per poi, però, riprendere e proseguire per strada, nella vicine via Sant'Antonino e via Faenza. Nader, che abita nei pressi, è infatti salito in casa e ha preso un coltello da cucina, quindi è ridisceso e ha affrontato il kosovaro e i suoi amici, usciti dal pub. Il suo coltello, nascosto sotto una manica, sarebbe caduto durante i reciproci spintoni e Nader, temendo che l'avversario e i suoi compagni potessero raccoglierlo prima di lui, l'avrebbe a sua volta ripreso in tutta fretta, per poi vibrare d'istinto alcuni colpi alla gola e al torace del cittadino kosovaro.

La morte di quest'ultimo, già noto alle forze dell'ordine, è stata dichiarata alle 4 circa dal personale sanitario dell'ospedale di Careggi, dove era stato portato in "codice rosso" a causa delle gravissime condizioni in cui versava. Intanto sul posto, oltre al 118, sono intervenuti i carabinieri del nucleo radiomobile di Firenze.

I residenti: "Situazione allo sbando"

Nel frattempo Nader, pieno di tumefazioni e con un braccio rotto, è scappato via, in direzione via Nazionale. Tornato a casa, si è lavato, ha lavato il coltello e si è cambiato la maglietta, strappata, che indossava al momento della feroce colluttazione sfociata in tragedia. Coltello e maglietta saranno poi sequestrati dagli inquirenti. Quindi, sentendo il trambusto in strada, è tornato giù e, raggiunta via Faenza, ha detto agli investigatori: "sono stato io". Dopo la confessione, è stato preso dalla disperazione. 

Psicologia: da cosa nasce il raptus

Perché Nader aveva piccoli precedenti per droga ma si era "ripulito". Si era messo a studiare e aveva preso il diploma all'istituto alberghiero. Aveva trovato lavoro, era in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno e conduceva finalmente una vita normale, per la felicità della madre che lavora come badante a Salerno.

Fino alla scorsa notte, quando ha incrociato quel cittadino kosovaro che, secondo quanto raccolto dal pm, conosceva già di vista. Nelle prossime ore verrà portato nel carcere fiorentino di Sollicciano, con l'accusa di omicidio doloso. La salma della vittima sarà sottoposta ad autopsia all'istituto di medicina legale dell'ospedale di Careggi.

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