Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Trump concede la grazia a Tommaso Buti nel suo ultimo giorno da presidente Usa

Prima di lasciare il suo incarico, il tycoon ha anche commutato le condanne di 73 persone per un totale di 143 provvedimenti. L'imprenditore fiorentino, accusato di frode finanziaria, "non è mai stato condannato negli Stati Uniti" mentre In Italia è stato condannato a 5 anni e 10 mesi per bancarotta fraudolenta

Il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump ha commutato le condanne di 143 persone, a poche ore dal suo addio alla Casa Bianca. E tra i graziati c’è Tommaso Buti, noto imprenditore fiorentino. Tramite la sua legale Valeria Calafiore Healy, Buti ha ringraziato Trump: “Il provvedimento del presidente americano – sottolinea il suo avvocato in una nota – riguarda ipotizzati reati contro il patrimonio occorsi più di 20 anni fa e per i quali l’imprenditore italiano fu già processato in Italia e alla fine prosciolto dalla corte di appello nel 2007″.

Buti più di 20 anni fa fu accusato di frode finanziaria ma “non è mai stato condannato negli Stati Uniti”. Imprenditore nel campo degli orologi di lusso, è noto anche per aver fondato nel 1995 a New York la catena dei Fashion Cafè con socie le modelle Claudia Schiffer e Naomi Campbell, locali poi replicati a New Orleans, Londra, Manila, Mexico City e Barcellona. È proprio per il fallimento di questa catena e per il mancato pagamento di creditori che Buti - spiega il Fatto quotidiano - fu arrestato in Italia a fine 2000 su richiesta della magistratura di New York per riciclaggio e truffa aggravata. Ma l’imprenditore, ritenuto dal gossip un playboy impenitente, non è mai stato estradato negli Stati Uniti.

Amico di Flavio Briatore, per il quale organizzò una cena a Riyad alla quale partecipò anche Matteo Renzi, e Adrian Mutu, Buti era stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze a 5 anni e 10 mesi di carcere per bancarotta fraudolenta per distrazione per il fallimento della Sfere, una società che avrebbe dovuto fornire consulenza e progettazione per gli orologi a marchio “TB Buti”, e infedele dichiarazione dei redditi nel 2012, 2013 e 2015. Per l’accusa, ricostruisce sempre il Fatto quotidiano, non avrebbe dichiarato redditi per oltre 2,3 milioni di euro. Condannato anche suo fratello maggiore, Francesco, a quattro anni e mezzo.

La società Sfere, fondata nel 2010, venne dichiarata fallita nel 2016. Proprio allora intervenì la guardia di finanza: i militari aspettarono Buti al ritorno da Parigi con un'ordinanza del gip che ne disponeva gli arresti domiciliari. A provocare lo 'scoperto' sarebbero state le spese dei fratelli Buti: avrebbero usato i soldi della società a uso personale, sottraendo alle casse dell’azienda circa 3 milioni di euro dal 2011 al 2015.

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