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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca Pontassieve

False fatture per avere un maxi ristoro Covid, sequestrati 130mila euro a imprenditore

L'uomo è attivo nella compravendita di auto usate, avrebbe emesso fatture inesistenti per gonfiare a dismisura il fatturato

Fatture false, in realtà inesistenti o gonfiate, per poter dimostrare un fatturato molto maggiore e avere quindi dallo Stato un sostanzioso 'ristoro' per il Covid a fondo perduto, come previsto dal decreto 'Rilancio' per le imprese in difficoltà economica a causa dell'emergenza coronavirus.

E' di questo che accusato un imprenditore di Pontassieve, che gestisce un'attività di vendita e di noleggio di auto usate e ora indagato per truffa aggravata di danni dello Stato dalla procura fiorentina.

In particolare la guardia di finanza, da un’analisi di rischio sui beneficiari di contributi a fondo perduto percepiti a seguito dell’emergenza, ha rilevato anomalie nella domanda di contributo avanzata dall’imprenditore poco dopo il lockdown. E' balzata subito agli occhi una cospicua differenza di fatturato nell’attività di compravendita auto registrata tra due mesi di aprile del 2019 e del 2020.

Nella domanda era stato indicato un volume d’affari ad aprile 2019 anomalo e le relative fatture erano state inserite a sistema nel 2020, a più di un anno di distanza e poco prima della richiesta di contributo.

Da accertamenti sulle banche dati è emersa la mancanza della documentazione relativa al regime contabile adottato per le operazioni. Da successivi controlli incrociati degli uomini delle fimma gialle su una parte dei destinatari delle fatture - cioè di fatto quelli che avrebbero dovuto essere gli acquirenti delle auto vendute dall'imprenditore - questi ultimi sono caduti dalle nuvole e hanno invece riferito di non aver acquistato alcuna vettura dall’imprenditore denunciato.

L'uomo avrebbe gonfiato i ricavi 2019 fino a 1,3 milioni di euro, per avere poi come ristoro, come 10% di contributo, 130mila euro. E proprio di 130mila euro è il valore del sequestro eseguito dai militari del comando provinciale di Firenze, disposto dal gip su richiesta della procura.

Possiede 16 auto e prende il reddito di cittadinanza

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