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Cronaca

Treni pendolari: Viareggio – Firenze tra le peggiori tratte d’Italia

La tratta ferroviaria tra Viareggio - Firenze risultata in un rapporto di Legambiente tra le peggiori d'Italia. A questo si aggiunge il fatto che il biglietto quest'anno è aumentato

Legambiente ha presentato una mappatura sullo stato delle tratte ferroviarie del nostro Paese mettendo in risalto quelle più problematiche; una classifica basata su parametri come tagli, riduzione delle corse, disservizi, ritardi, orari, sovraffollamento e aumenti. Tra le peggiori tratte d’Italia in testa Circumvesuviana a Napoli, seguita da Roma-Viterbo, Pinerolo-Torre Pellice, Padova-Venezia Mestre, Genova Voltri-Genova Nervi, Palermo-Messina, Viareggio-Firenze, Stradella-Milano, Bologna-Ravenna, Potenza-Salerno.

L’associazione ha lanciato una giornata di mobilitazione per il 18 dicembre contro ''i soliti vecchi treni'', nell'ambito della campagna 'Pendolaria'. Lo scopo è evidenziare quali siano  i problemi di chi fa “su è giù”  più o meno quotidianamente con il treno.  

Legambiente ha spiegato come i pendolari siano “stati abbandonati da governo e regioni”, considerato anche il fatto che ''a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi del trasporto pubblico su ferro sono aumentati''. Tra i dati del rapporto emerge che ''nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate e' diminuita del 22% rispetto al 2007-2009”. In pratica da Roma si taglia e questo ricade in perdita di servizi. Anche in Toscana già da tempo si parlava di un “aumento necessario” dovuto alla spending review: un effetto domino che si è concretizzato in aumenti del 10% sui biglietti e fino al 20%, valido solo per le fasce Isee più benestanti, per gli abbonamenti.

VIAREGGIO – FIRENZE – “Purtroppo nel corso del 2012 – si legge nel rapporto - altre criticità hanno toccato linee importanti come la Viareggio-Lucca-Firenze. Secondo le previsioni saranno infatti 7 le stazioni che su questa linea verranno chiuse (Serravalle, Borgo a Buggiano, Montecarlo, Porcari, Tassignano, Nozzano e Massarosa) insieme al taglio della frequenza dei treni anche in stazioni importanti come quella di Pescia. Si tratta dell'area tra Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Livorno dove nel raggio di circa 100 km vive il 40% della popolazione regionale e ove sarebbe di fondamentale importanza il raddoppio dei binari ad ovest di Pistoia proprio perché i treni provenienti da Lucca sono quelli che provocano ritardi verso Firenze”.
 

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