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Treno merci, foto da today.it

Treno merci, foto da today.it

Merci, la Cisl attacca: "Ferrovie smantella il trasporto su ferro, la Regione intervenga"

Il sindacato si appella al presidente e mostra numeri da capogiro: "Invece di sostituire la gomma i ferrovieri addetti al trasporto merci sono stati tagliati del 76%"

“Il presidente Giani nel suo programma di governo parla di 'investimenti sulla logistica volti a promuovere lo spostamento delle merci dalla gomma verso il ferro', ma il Gruppo Ferrovie dello Stato marcia in direzione opposta, depotenziando gli impianti e riducendo gli organici. Chiediamo al Governo della Regione di intervenire con decisione per invertire questa tendenza, pericolosa per l’occupazione, per l’ambiente e per lo sviluppo del Paese, visto che l’Europa ci chiede esattamente l’opposto”.

A dirlo è il segretario generale aggiunto della Cisl Toscana, Ciro Recce. “In questo settore negli ultimi 7 anni in Toscana - spiega Recce -, si sono persi 500 posti di lavoro, passando dai circa 660 ferrovieri addetti al trasporto merci nel 2012 agli attuali 160, con una riduzione del 76%: numeri da brividi, che fanno pensare si voglia smantellare, anziché promuovere, il trasporto su ferro”.

Scelte che, sottolinea il sindacato, stridono con gli investimenti in infrastrutture effettuati dalla Regione e da RFI (parte dello stesso gruppo FS) e con la crescita dei traffici che si stava registrando prima della pandemia.

“Basti pensare - aggiunge il segretario generale Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni - allo scavalco ferroviario del porto di Livorno, con un investimento di 20 milioni della Regione Toscana e di 7 milioni di RFI. Tutto finalizzato a raggiungere gli obiettivi europei di trasferire su ferro entro il 2030 il 30% ed entro il 2050 il 50% del traffico merci in generale”.

“Proprio il porto di Livorno - secondo il segretario Fit - registrava, prima della pandemia, un trend di crescita. Nel 2019 ha gestito circa 2.100 treni (per un totale di 38.000 carri movimentati) con un incremento del 6,5% rispetto all’anno precedente e 62 mila container, +4,7% rispetto al 2018. Come si spiega allora, alla luce di questi dati e di questi investimenti, la politica di Merci Italia Rail (sempre del Gruppo FS, ndr) di rinuncia allo sviluppo e anzi di depotenziamento degli impianti e riduzione dell’organico?”.

“Una domanda – conclude Boni – che rivolgiamo all’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato e che crediamo anche la Regione, alla luce in particolare dei soldi pubblici spesi per potenziare le infrastrutture ferroviarie, dovrebbe porre con forza”.

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