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Gara da quattro miliardi di euro per il trasporto pubblico regionale, inchiesta della procura

La Finanza negli uffici scandiccesi di Autolinee Toscane spa, la società che si è aggiudicata l'appalto della Regione

L'intricata, settennale partita per il trasporto pubblico regionale su gomma entra ufficialmente nella sua personale fase due.

Dopo la lunga contesa tra il consorzio Mobit (formato da società di trasporto toscane) e Autolinee Toscane spa (gruppo francese Ratp) davanti ai giudici amministrativi della Corte di Giustizia Europea, del Tar e del Consiglio di Stato, adesso il maxi appalto da 4 miliardi di euro per i bus toscani finisce nel mirino della giustizia ordinaria.

Ovvero della procura di Firenze, che ha aperto un fascicolo (qualche tempo fa) e spedito la guardia di finanza (ieri) ad acquisire atti e documenti presso la sede della società di trasporti Autolinee Toscane, a Scandicci (FI). La vincitrice finale, quella che si è aggiudicata la gara.

Al momento non vi sarebbero iscritti sul registro degli indagati, nell'inchiesta che proprio ieri ha avuto un'accelerazione con la ricerca dei documenti relativi al bando e all'offerta - vincente - fatta dalla società del gruppo che tra l'altro gestisce, tramite Gest spa, la tramvia fiorentina (con concessione trentennale).

"E' stata fornita la massima collaborazione e sono stati consegnati tutti i documenti richiesti", ha fatto sapere Autolinee Toscane spa. All'arrivo delle fiamme gialle a Villa Costanza, negli uffici della società erano presenti cinque dirigenti, più altri dipendenti.

Il maxi appalto da 4 miliardi di euro su cui indagano i magistrati fiorentini, riguarda tutto il servizio di trasporto pubblico locale su gomma della Toscana, assegnato dalla Regione per la durata di 11 anni, dal 1 giugno 2020 al 31 maggio 2031.

E proprio in Regione, nei mesi scorsi, si è assistito a una contesa 'parallela' a quella tra Mobit e Autolinee Toscane. Quella tra il governatore regionale Enrico Rossi e il candidato governatore regionale Eugenio Giani.

Entrambi del PD ma schierati - a quattro mesi dalle elezioni regionali - su fronti diametralmente opposti: Rossi pro Ratp, Giani pro Mobit. Tanto che lo scorso febbraio, Rossi definì l'offerta di Mobit "non accettabile, in ritardo e fuori contesto" mentre Giani ribattè: "No, la proposta è condivisibile".

Sempre lo scorso febbraio, il deputato fiorentino di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli presentò un'interrogazione alla Camera, chiedendo al governo di "valutare se i legami fra la Regione, Ratp e Partito Democratico siano tali da aver garantito una regolare concorrenza nello svolgimento della gara".

"E' quantomeno imbarazzante che nella commissione di gara ci fossero persone che hanno lavorato per società di Ratp - sottolineò Donzelli - così come alcuni consulenti dei francesi abbiano ricevuto incarichi negli anni dalla stessa Regione Toscana".

"Fra i personaggi coinvolti spuntano consulenze, incarichi, sponsorizzazioni - aggiunse Donzelli -. Come quella effettuata da Gest, società del gruppo Ratp che gestisce la tramvia di Firenze, alla festa dell'Unità di Firenze del 2015, anno di aggiudicazione della gara".

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