Tramvia, le opposizioni: “Con il ricorso al Tar blocchiamo la nuova linea”

Forza Italia presenta 112 pagine di osservazioni: “Sulla linea per Bagno a Ripoli serve un ripensamento”

Il rendering di una delle fermate della futura linea 3.2

Centododici pagine di osservazioni per dire no alla nuova linea della tramvia, quella da piazza della Libertà a Bagno a Ripoli, e fermare la partenza dei cantieri, prevista per fine 2020. "Arriverò fino al Consiglio di Stato per scongiurare la realizzazione di un'opera profondamente sbagliata per Firenze".

Lo annuncia il consigliere comunale di Forza Italia Mario Razzanelli (già in passato contrario alle linee 1 e 2), che ha depositato ieri sera le osservazioni alla procedura di verifica di assoggettabilità a Via (Valutazione di impatto ambientale) per la linea 3.2 della tramvia.

"Con l'avvio di questo iter, i cantieri non potranno aprire. Il Comune dovrà infatti rispondere alle 112 pagine di osservazioni, e sia che decida di non rispondere, sia che le risposte non siano giudicate soddisfacenti, il ricorso al Tar sarà immediato e bloccherà tutto fino al 2022", è sicuro Razzanelli.

"Fermare i cantieri per ripensare tutto - prosegue l'esponente di FI -. Non possiamo accettare, dopo lo scempio della stazione di Santa Maria Novella, di vedere sfregiati anche i viali di circonvallazione e Firenze sud. Le alternative esistono: se si vuole il tram si può adottare la soluzione 'made in China' del mezzo che corre su strisce di vernice senza cordoli né pali. Oppure, ci si decida a fare una metropolitana".

Razzanelli punta con le osservazioni presentata a un ricorso al Tar per gli aspetti giuridici, ambientali e trasportistici della linea che, secondo la sua tesi, non sarebbero soddisfatti dall'attuale progetto della linea tramviaria. Contro la linea 3.2 della tramvia, la fianco di Razzanelli, si schierano anche Lega, Fratelli d'Italia e Movimento 5 Stelle.

"E' tempo di valutare ipotesi alternative. Perché non interrare tutti i tratti più sensibili di incrocio col traffico privato come fatto per la linea 2 a Novoli?", chiede Jacopo Cellai, capogruppo di Forza Italia.

“Sono quattro gli aspetti per cui un eventuale ricorso sarebbe utile ad imporre una pausa di riflessione: i pali, i cordoli che creano una assurda trincea in alcuni dei punti nevralgici del traffico privato, il taglio degli alberi e il tracciato che andrebbe complessivamente ripensato", aggiunge Federico Bussolin.

Per Alessandro Draghi (Fratelli d'Italia) "il nuovo ponte a Bellariva è un'opera incongrua col contesto di un quartiere, Gavinana, già oggi fragile. E perché non pensare a un parcheggio scambiatore all'uscita di Firenze Sud sul modello di Villa Costanza? Altrimenti chi viene dai comuni a sud di Firenze, una volta uscito dall'autostrada, non utilizzerà certo il tram per raggiungere il centro città".

Infine Roberto De Blasi, capogruppo M5S, ricorda come "costringere il Comune a fare la Via implicherebbe la necessità di studiare soluzioni alternative per questa linea, che è quello che chiediamo. Ben venga quindi questa iniziativa che, dati i tempi tecnici, è l'unica strada percorribile. La tramvia si al servizio della città, non il contrario”.

LA REPLICA DEL COMUNE

"Le tramvie sono un successo: hanno ridotto il traffico e messo a disposizione dei cittadini un mezzo di trasporto efficiente, efficace ed ecologico. Piacciono ai fiorentini che utilizzano le linee già in funzione e che nelle elezioni di maggio hanno premiato la coalizione che ha fatto dell'ampliamento del sistema tranviario, compresa la linea per Bagno a Ripoli, uno dei punti forti del programma. Chi continua a negare questo è miope e non vuole il bene della città". È quanto dichiara l'assessore alla mobilità e grandi infrastrutture Stefano Giorgetti replicando agli esponenti del centrodestra e del M5S.

"Presentare osservazioni è lecito. Quello che lascia perplessi è la finalità chiaramente dichiarata: non migliorare un progetto ma bloccarlo nelle aule della giustizia amministrativa, rinviare l'avvio dei cantieri a suon di ricorsi con il risultato di far perdere a Firenze gli 80 milioni di euro di finanziamenti europei. Un bel regalo alla città e ai fiorentini". "Dopo aver analizzato tutte le osservazioni risponderemo in modo puntuale sia per gli aspetti tecnici che politici senza pregiudizi" conclude l'assessore Giorgetti.

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