Cronaca

Toscana in zona rossa, in fumo le vendite di Pasqua: commercianti e artigiani in ginocchio

Le categorie lanciano l'allarme e chiedono aiuti

La Toscana in zona rossa chiude in anticipo di una settimana le vendite di Pasqua. Da lunedì infatti i negozi dovranno restare chiusi. Un danno e una beffa non da poco per le attività.

A sottolinearlo, in coro, sono le categorie commerciali, che protestano: “E' incredibile che per un mero errore di calcolo la Toscana scivoli in pochi minuti in zona rossa, - sottolinea Luca Tonini di Cna Toscana - con conseguenze pesantissime per le imprese e l’economia locale, che già con le attuali restrizioni erano costrette a fare i conti con cali di fatturato che sfioravano l’80% o il 90% per certe filiere come quella del turismo o della ristorazione”.

“Ci siamo già giocati la Pasqua, in un momento nel quale dovevamo iniziare a vedere i primi effetti della campagna vaccinale. - aggiunge. - Così non è possibile andare avanti. E' arrivato quindi il momento di mettere in campo tutte le risorse a disposizione, perché le famiglie sono in ginocchio e con la cassa integrazione che non arriva con regolarità, la situazione si aggrava ulteriormente”.

“Il passaggio della Toscana in zona rossa, dopo affermazioni nelle quali veniva assicurato il mantenimento in arancione, comporterà la perdita di centinaia di milioni sui fatturati di imprese già stremate da questa situazione. E' un disastro, una beffa: stiamo parlando di quasi 20.000 negozi che da lunedì dovranno chiudere: almeno 50.000 persone che non potranno lavorare", spiega Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana.

“Questa misura improvvisa e inattesa colpisce in maniera ancora più forte decine di imprese artigiane e commerciali che speravano in questa settimana, precedente alla Pasqua, di poter fatturare qualche euro in questa drammatica situazione”, ribadisce Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Firenze.

“Molte aziende rischiano di chiudere e di non riaprire più. - prosegue - E' evidente che da questo momento in poi occorreranno misure in grado di mettere in sicurezza le imprese. Chiediamo quindi a chi ci governa sia livello regionale sia a livello nazionale una sola cosa: la chiarezza dei comportamenti e la certezza delle azioni perché abbiamo bisogno, nel momento in cui ci viene chiesto di chiudere le nostre attività e di non incassare un euro per altre settimane, di costruire un sistema di protezione reale per il nostro tessuto economico".

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