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Toscana arancione ancora per una settimana: spettro zona rossa

Il presidente Giani: “Concentrarsi sulle vaccinazioni”

Toscana arancione ancora per una settimana con l’incubo di poter finire in zona rossa. Ad analizzare la situazione è il quotidiano la Repubblica basandosi sui dati attuali dell’Rt (indice di trasmissibilità), ora a quota 1,2, tra i più alti d’Italia, con l’ansia del prossimo responso della cabina di regia che potrebbe decretare lo scivolamento della nostra regione in fascia rossa. 

Zona rossa, quella con maggiori restrizioni, che scatta a quota 1,25 sottolineando anche come il meccanismo di analisi dei parametri si basi sui dati della settimana precedente. Cioè quelli analizzati ieri si rifanno alla prima settimana di febbraio e i prossimi faranno riferimento alla seconda settimana quando si è superato quota novecento casi giornalieri. Se, come sperato, non finissimo in zona rossa sarebbe tuttavia complesso rientrare in zona gialla prima di metà marzo. 

Le varianti del Covid spaventano?

Al momento non ci sarebbe eccessiva preoccupazione per le varianti del Covid-19. A spiegarlo, ieri in un’intervista su La7, è stato il presidente Eugenio Giani.  Il governatore ha negato che in questo momento ci sia un problema di varianti del Covid, almeno in Toscana: "Leggo che le varianti sfondano in Toscana- fa notare- ma non è così. Non mi sottraggo quando c'è da definire una zona rossa. L'ho fatto l'altra settimana a Chiusi, che risentiva molto di quello che stava accadendo in Umbria. Abbiamo fatto il tampone a tutti i cittadini che lo volevano. Dopo questo intervento i positivi sono stati 40 su 6.200". Dunque, è l'approdo del ragionamento del presidente Giani, "talvolta vi è la tendenza un po' anche a esagerare".  

Capitolo vaccini

Intanto proseguono le vaccinazioni in Toscana. Come evidenziato già dal consulente del ministro Speranza, Walter Ricciardi, per Aprile la dotazione di vaccini disponibili sarà ampia e corposa. Dello stesso avviso Giani che ieri ha precisato: "In questo momento ci dobbiamo concentrare sulle vaccinazioni. Molti presidenti di Regione si lamentano perché ancora arrivano pochi vaccini, ma noi dobbiamo essere pronti perché a mio giudizio accadrà come per le mascherine. Da un momento all'altro scatterà il meccanismo perché tutte le case farmaceutiche ce li manderanno e in quel momento guai a tenerli in frigorifero. Dobbiamo prepararci ora per mettere a punto questa macchina organizzativa".

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