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Amianto: 3 anni fa la legge, ancora il piano regionale non c'è

La denuncia dei consiglieri regionali Fattori, Sarti e dell'ex consigliere ed estensore di quella legge (la 51 del 19 settembre 2013) Romanelli: "Grave inadempienza della giunta Rossi, ambiente e salute a rischio"

L’Italia è cosparsa di milioni di tonnellate di amianto. Nemmeno la Toscana è messa bene: le fibre killer nella nostra Regione uccidono 60 persone l’anno (stime Ispo, Istituto per lo studio e la prevenzione).

"Eppure la Toscana ha approvato una delle leggi più avanzate sull’amianto due anni e mezzo fa. Ma in questo tempo la giunta Rossi non ha fatto nulla per attuarla, è totalmente inadempiente", dicono i consiglieri regionali Tommaso Fattori e Paolo Sarti (Sì Toscana a Sinistra), assieme a Mauro Romanelli, ex consigliere ed estensore di quella legge, la 51 del 19 settembre 2013.

Approvata in quella data dal consiglio regionale, la legge dice che "entro 180 giorni dall’entrate in vigore, su proposta della giunta, il consiglio approva il piano regionale per la tutela dell’amianto". Il piano avrebbe dovuto essere approvato, dunque, entro il 19 marzo 2014. Ad oggi invece non c’è ancora.

L’ultimo richiamo è arrivato lo scorso 21 ottobre, con una mozione che, proposta da Fattori e Sarti ma votata da tutto il consiglio, anche dai gruppi che sostengono Enrico Rossi, Pd in testa, chiede alla giunta di "dare rapida attuazione alla legge 51/2013, redigendo il piano regionale per la tutela dell’amianto e dotandolo dei necessari finanziamenti".

Proprio sui finanziamenti è arrivata una recente nota della giunta. "Una beffa: chiede al consiglio di trovare i soldi per attuare il piano, mentre la legge approvata dice che lo deve fare la giunta", commentano Fattori, Sarti e Romanelli, presentando oggi una interrogazione urgente sulla questione.

Dati Arpat relativi al 2007, gli ultimi ufficiali, riferiscono di 806 edifici pubblici, 111 impianti industriali e 50 impianti dismessi contaminati da amianto in Toscana, una mappatura che non tiene conto di edifici privati e di medie e piccole attività industriali, manifatturiere, agricole e commerciali.

"Il pericolo di usura e dispersione dell’amianto, con il passare del tempo e con i sempre più frequenti eventi meteoreologici estremi, aumenta, con gravi rischi per la salute. L’attuazione del piano - concludono i consiglieri -, oltre a tutelare la salute, potrebbe anche mettere in moto una economia virtuosa, per esempio rilanciando la bio-edilizia e sostituendo l’eternit con pannelli solari".

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