Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

Toscana Life Sciences: raccolti 1,5 milioni di euro a sostegno della ricerca per le cure anti Covid

150.000 donatori, tra clienti, fornitori e lavoratori delle cooperative della grande distribuzione, imprese, amministrazioni

Un laboratorio con livello di sicurezza '3' per la sperimentazione sui patogeni e una struttura in grado di processare terabyte di dati ed elaborare modelli statistici che supportino i ricercatori nella messa a punto di nuovi anticorpi monoclonali da utilizzare nella cura dei pazienti affetti da covid-19 e che siano efficaci anche contro le varianti del virus.

"Dobbiamo stare sempre un passo avanti ai virus", spiega il microbiologo Rino Rappuoli, a capo del team di ricerca della  che dallo scoppio della pandemia si è messo a lavoro per produrre anticorpi monoclonali in grado di contrastare gli effetti più gravi del coronavirus e scongiurare il ricovero in terapia intensiva. 

A supportare il lavoro della squadra di Rappuoli i 150.000 donatori, tra clienti, fornitori e lavoratori delle cooperative della grande distribuzione, imprese, amministrazioni, che tutti insieme hanno raccolto 1,578 milioni di euro a favore di Toscana Life Sciences.

"Cosa ci faremo? un laboratorio nuovo per lavorare in sicurezza con questi patogeni. Il monoclonale che abbiamo prodotto sta andando in fase clinica, ma il virus non si è fermato e sono comparse nuove varianti. Noi dobbiamo essere sempre un passo avanti", spiega il microbiologo.

"Stiamo già seguendo la variante inglese per capire se i vaccini e i monoclonali funzionano: per ora sì, ma dovremo studiare le altre varianti che verranno fuori. La ricerca si fa anche con terabyte di dati da analizzare, che, pero', se non ho degli statistici, non riesco a capire. Al momento non li abbiamo ancora, ma questi fondi ci permetteranno di raggiungere il nostro obiettivo", assicura Rappuoli. In verità i test sulle varianti del Covid-19 sono già iniziati.

"Stiamo già reclutando persone per lo studio delle varianti. Possiamo partire immediatamente con la parte digitale e sulla parte che riguarda le varianti per capire se sono resistenti ai monoclonali che stiamo producendo. Dovremo elaborare modelli matematici digitali e fare esperimenti in una struttura che sia sicura", spiega ancora lo studioso.

"Il nostro è un esempio di come investire in ricerca vuol dire trovare soluzioni per la salute e per formare giovani ricercatori, che altrimenti andrebbero all'estero. Stiamo prendendo scienziati italiani e non italiani dall'estero e li stiamo portando qui a lavorare per noi. Stiamo creando economia del futuro, investendo in tecnologia e conoscenza", rivendica il docente, uno dei massimi esperti mondiali nel campo dei vaccini.

"Ci eravamo dati l'obiettivo di raccogliere un milione e mezzo di euro e l'abbiamo superato, mettendo insieme 1,578 milioni attraverso 150.000 donazioni. Avevamo promesso a Rappuoli che si sarebbe trattato di un'iniziativa pensata per coinvolgere le persone e così è stato: la differenza l'hanno fatta i piccoli donatori, che hanno dato anche solo tre euro, per lo piu' persone che vengono a fare la spesa e si sono sentite partecipi di iniziativa di civiltà che mette al centro dell'agenda la ricerca", spiega Daniela Mori, presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, che ha partecipato alla campagna assieme a Coop Alleanza3.0, Coop Reno, Coop Italia, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia, Coop Amiatina e Annc-Coop. "L'impegno delle coop non si deve fermare qui, perche' e' nel nostro dna. E il tema della salute è centrale", evidenzia Mario Cifiello, presidente di Coop Alleanza 3.0.

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