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Toscana Aeroporti Handling, nuovo presidio sotto Palazzo Vecchio: "No alla vendita, in gioco 20 anni di conquiste sociali"

In ballo ci sono 450 posti di lavoro, la società ha reso noto il nome del possibile acquirente ma i lavoratori non si fidano dei 2 anni di garanzia: "E dopo licenzieranno?"

Nuovo presidio, questa mattina sotto Palazzo Vecchio, indetto dal sindacato Usb contro il progetto di vendita di Toscana Aeroporti Handling, società interamente controllata da Toscana Aeroporti e che gestisce le attività di assistenza a terra negli scali di Pisa e Firenze. Nei giorni scorsi la società, presieduta da Marco Carrai, ha reso noto il nome del possibile acquirente, il gruppo Consulta S.p.A., "già attivo nel settore del handling aeroportuale da circa 20 anni - e con un ampliamento della compagine sociale ad altri imprenditori tra cui Ugo De Carolis, già amministratore delegato di Aeroporti di Roma e di Telepass oltre che di Leasys e un gruppo imprenditoriale, che fa capo a Roberto Ottaviani, attivo nell’hotellerie e nei servizi di catering che opera con marchi come Galateo Ricevimenti, leader nel top gamma del catering in Italia", scrive in una nota Toscana Aeroporti.

L’eventuale perfezionamento dell’operazione, si leggeva ancora "è subordinato, in ogni caso, alla reciproca accettazione dei termini e delle condizioni economiche, oltre che all’esito positivo della preliminare attività di 'due diligence' (approfondimenti e indagini conoscitive del caso, ndr) e alla condizione, già manifestata dal proponente, di lasciare invariati i livelli occupazionali e salariali per una durata di 2 anni successivi alla conclusione". Quest'ultimo passaggio non convince lavoratori e sindacati.

La protesta: "Vendono dopo aver avuto 10 milioni di fondi pubblici"

"Cosa succede tra due anni? Che fine faranno i lavoratori e in che condizioni lavoreranno? Inizieranno a licenziarli?", chiede Stefano Cecchi, sindacalista di lungo corso e responsabile Usb Firenze.

In ballo, tra gli aeroporti di Firenze e Pisa, ci sono circa 450 posti di lavoro. "Vogliamo certezze sul futuro dei lavoratori e sull'occupazione. E' una battaglia che continuerà, ci saranno altri presìdi. E' una battaglia che non può fermarsi perché si rischiano di perdere 20 anni di conquiste sociali".

Al presidio hanno portato la loro solidarietà il presidente del consiglio Luca Milani (Pd) e i consiglieri di Sinistra progetto comune Bundu e Palagi. "Una vicenda che dimostra il fallimento delle logiche speculative, tese a garantire i profitti di pochi. La politica - chiedono Palagi e Bundu -, deve pretendere un’inversione di tendenza rispetto alle politiche di privatizzazione e precarizzazione. Il privato non ha garantito nessun miglioramento per questa categoria, anzi ha proseguito a vedere i propri utili aumentare, prima della pandemia, mentre ora vuole ulteriormente risparmiare sulla vita delle persone e delle loro famiglie. Un servizio pubblico in regime di monopolio deve tornare nelle mani del pubblico, salvaguardando salari, livelli occupazionali (per più di due miseri anni), ambiente e salute, tanto della cittadinanza quanto del territorio e dell'aria che respiriamo".

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