Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Texprint, dopo gli arresti operai di nuovo in piazza: “La battaglia contro lo sfruttamento non si ferma”

Duro scontro tra i Si Cobas e il primo cittadino di Prato Biffoni (Pd), nel fine settimana lo sgombero dei lavoratori in sciopero della fame: 4 arresti, tutti rilasciati

Non si ferma la protesta dei lavoratori della Texprint di Prato, l'azienda di proprietà cinese accusata dagli stessi operai di sfruttamento e turni massacranti. Operai che protestano da mesi con lo slogan '8x5', chiedendo il rispetto delle leggi che regolano il mercato del lavoro in Italia (8 ore al giorno per 5 giorni alla settimana).

Nell'azienda, che ha sempre rigettato ogni accusa, si sono svolti a inizio 2021 ispezioni ministeriali, proprio per verificare le condizioni di lavoro nello stabilimento del Macrolotto pratese. “Dopo tutti questi mesi non sappiamo ancora nulla di quelle ispezioni, perché?”, chiede il sindacato Si Cobas, che da sempre spalleggia la protesta dei lavoratori, in grandissima parte stranieri.

Da mercoledì scorso alcuni lavoratori, in sciopero della fame, si erano accampati in tenda di fronte al municipio, nella centralissima piazza del Comune di Prato, scatenando la reazione del sindaco Matteo Biffoni (Pd) per una protesta che il primo cittadino ha definito “inaccettabile e fuori da ogni regola”.

Quindi, venerdì all'alba, lo sgombero, con polizia municipale, polizia, carabinieri e guardia di finanza, documentato anche da video e foto che gli stessi Si Cobas hanno postato su Facebook.

“Mi hanno preso per il collo, non riuscivo a respirare”, ha denunciato il sindacalista Luca Toscano, con i Si Cobas che parlano di “una violenza mai vista da parte delle forze dell'ordine”. Il portavoce della Questura, intervistato da Fanpage, ha respinto tali accuse.

Uno sgombero che era stato invocato dallo stesso Biffoni. "Il Comune di Prato da mesi sostiene i lavoratori, attesi anche per lunedì (oggi, ndr) presso lo sportello anti-sfruttamento. Lavoriamo per inserire i lavoratori che lo vogliono, compresi quelli di Texprint, in un percorso di regolarizzazione e tutela contro lo sfruttamento lavorativo che denunciano” ma “forme di protesta contro ogni regola sono solo un danno per i lavoratori. Occupare abusivamente una piazza della città è una contraddizione insanabile per chi dice di voler tutelare i lavoratori”, le parole dell'assessore alla cittadinanza Simone Mangani.

Texprint, operai aggrediti al presidio sindacale / VIDEO

Durante lo sgombero è stato arrestato un lavoratore, mentre nel successivo sit in alla Questura, sempre venerdì, sono state arrestate in un primo momento un manifestante e poi altre due persone, un uomo e una donna, tutti per resistenza a pubblico ufficiale. “Non hanno fatto in tempo a scendere dall'auto che sono stati brutalmente fermati e arrestati”, sostengono i manifestanti ed i Si Cobas, che su Facebook hanno messo diverse foto che documentano le fasi dell'arresto. Sabato mattina si è svolta, per direttissima, l'udienza di convalida. Il gip ha convalidato gli arresti, pur respingendo il divieto di dimora chiesto dalla procura. I quattro sono dunque tornati liberi, con il processo aggiornato a marzo.

Anche loro saranno dunque di nuovo in piazza, oggi, lunedì 6 settembre, alle 18:30, di fronte al Comune, per una nuova manifestazione (in occasione della giornata della Liberazione di Prato dal nazifasciamo) alla quale dovrebbero partecipare anche lavoratori della Gkn di Campi Bisenzio.

"E' un problema di ordine pubblico che va preso in considerazione immediatamente. Le istituzioni devono prendere una decisione perché siamo di fronte a motivi di grande problematicità. Tra l'altro le richieste su permessi di soggiorno, multe da annullare e esito dei controlli dell'ispettorato del lavoro non riguardano il Comune, che anzi si occupa dei lavoratori con lo sportello contro lo sfruttamento”, aveva detto Biffoni prima dello sgombero.

“Lunedì (oggi, ndr) torniamo tutti e tutte in piazza del Comune, perché gli schiavi del distretto che rivendicano '8x5' non devono rimanere soli nella lotta per i diritti e la dignità. Quello che è successo venerdì 3 settembre è un attacco alla libertà di tutti. Una città dove dieci operai in sciopero della fame sono un 'problema di ordine pubblico' è una città in cui la democrazia è stata sospesa. Il problema dello sfruttamento non si risolve con i manganelli e con le manette contro chi ha il coraggio di denunciare”, replicano i Si Cobas.

Solidarietà è arrivata da sinistra. “Ancora una volta il Comune di Prato, che ha sempre rifiutato di interloquire con i lavoratori che lottano contro lo sfruttamento e per la legalità, ha dato prova di preferire lo scontro. E’ inaccettabile che in un paese democratico la istituzioni si schierino contro chi lotta per la legalità e per il rispetto dei diritti, fiancheggiando di fatto quelle aziende che applicano metodi schiavisti nei rapporti di lavoro”, attacca il sindato Usb di Firenze.

Rifondazione comunista parla di “vera e propria repressione di chi manifesta per i più elementari diritti del lavoro”, ricordando che l'azienda ha avuto anche una interdittiva antimafia “ma in tribunale ci finisocno i lavoratori e non invece chi li sfrutta”.

Critiche al sindaco Biffoni arrivano però anche dagli stessi giovani del Pd. “Ci appelliamo al nostro Partito, il Partito di maggioranza della città. Non è possibile esimersi dal preoccuparsi di cosa accade da giorni, da mesi dentro e fuori il centro della città senza limitarsi a delegare a chi amministra. Per rispondere a questi lavoratori è necessario dare seguito alla loro richiesta di riaprire il tavolo inter-istituzionale con Prefettura, Comune, Regione Toscana e Ispettorato. Ed è fondamentale, ancora prima, che quest'ultimo renda conto di quanto emerso dagli ultimi oltre 7 mesi, perché queste tempistiche non sono sostenibili. Serve un impegno politico a tutto tondo sul tema: sicurezza sul lavoro, contrasto allo sfruttamento, legalità ed emersione. Da tempo sosteniamo l'urgenza di costituire una sinergia strutturata tra forze politiche e sindacali per dare forza a quei meccanismi di rappresentanza che consentono alle persone di non dover arrivare a rischiare tutto. Da anni insistiamo sulla responsabilità di terzisti e committenti. Da anni portiamo avanti un impegno anche in Consiglio Comunale per chiedere allo Stato di garantire un aumento dell'organico dell'ispettorato, perché questi tempi sono insostenibili e inadeguati alle condizioni di chi è vittima di sfruttamento. E da anni chiediamo la realizzazione di un Osservatorio di ricerca a Prato sul tema del distretto e dello sfruttamento. La situazione è preoccupante e non si possono lasciare le voci di queste persone inascoltate. La responsabilità di ascoltarle è prima di tutto nostra. Se davvero c'è un muro tra chi avanza delle legittime rivendicazioni e le istituzioni, c'è una forza che può, anzi deve scavalcarlo, ed è il PD”, si legge in un lungo post pubblicato su Facebook dai 'Giovani democratici di Prato'. Oggi la nuova manifestazione.

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