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Cronaca

Tre incendi in una settimana nella ex fabbrica 'discarica', opposizioni in rivolta: "Basta, vergogna" / FOTO - VIDEO

Ancora fiamme nell'immensa area al confine tra Firenze e Sesto

Tre incendi in una settimana alla ex Becagli, l'ex fabbrica mobilificio di viale XI Agosto, periferia nord della città. E dopo l'ultimo rogo di questa mattina, con una nuova nube nera sulla città, le opposizioni sono in rivolta.

"Forse brucia amianto"

"È il terzo incendio in pochi giorni, mi chiamano cittadini esasperati. Forse sta bruciando l'amianto. Noi non ci limitiamo a chiedere lo sgombero, con le persone presenti che forse sono le stesse che hanno appiccato il fuoco e ovviamente non possono più rimanere. Oltre a ciò ci poniamo in maniera propositiva con proprietà e sindaco affinché si guardi oltre al mero sgombero, per arrivare alla bonifica e alla riqualificazione ambientale ed economica. Un capannone del genere (circa 24mila metri quadri in tutto, ndr) si può rigenererare: posti di lavoro, verde pubblico, parcheggi", chiede Alessandro Draghi, capogruppo di Fratelli d'Italia in Palazzo Vecchio.

Meno diplomatico, su Facebook, il collega di partito e consigliere di Quartiere 5 Matteo Chelli. "Così non si va avanti. È una vergogna. Chi ha ruoli di responsabilità, sindaco in primis, ha il dovere di intervenire fermamente", scrive postando la foto che vedete sopra.

Tonnellate di rifiuti

Critiche anche dal resto delle opposizioni. "Vi sono tonnellate e tonnellate di rifiuti di ogni genere. Una discarica a cielo aperto. Pericolosa anche per la tipologia di materiali abbandonati. Possibile che ci siano incendi così frequenti in pochi giorni? Occorre vigilare maggiormente sull'area, visto come è stata trascurata totalmente in questi anni, non sono concepibili queste nubi nere, con gli occupanti che ancora ci vivono. Il Comune intervenga con appositi controlli della polizia Municipale per monitorare tutta l'area ed evitare ogni accesso", commenta Federico Bussolin, capogruppo della Lega.

"Possibile che la situazione, nonostante gli interventi delle autorità, non verta verso una soluzione definitiva liberando i cittadini della zona dai pericoli derivanti da questi incendi? Chiediamo urgenti aggiornamenti al sindaco su cui ricade la responsabilità sulla salute dei cittadini", aggiunge anche il capogruppo dei 5 Stelle Roberto De Blasi.

"Bomba ecologica ed emergenza sociale"

“La situazione della ex fabbrica Becagli è allo stesso tempo una bomba ecologica, un’emergenza sociale e di sicurezza. Uno scenario inaccettabile. E inaccettabile è anche il silenzio assordante da parte del Comune e delle istituzioni regionali. La Regione sapeva che a Firenze c’era e c’è una enorme discarica abusiva? Perché la querela dei proprietari dell’area è stata ignorata? Perché Arpat ha rassicurato gli abitanti senza essere in possesso delle analisi dei fumi sprigionati dalle fiamme? Perché il Comune ignora anche questa occupazione abusiva? Chi ha responsabilità ha il dovere di fare chiarezza e intervenire. E visto che non lo fanno di loro spontanea iniziativa, lo facciano rispondendo alla mia interrogazione”, così il consigliere regionale della Lega e portavoce dell’opposizione Marco Landi, annunciando che martedì in apertura di seduta del consiglio regionale la giunta darà risposta a una sua interrogazione urgente.

"Ora massima trasparenza"

“Lunedì chiederemo massima trasparenza sui rischi per la salute di chi vive nell'area e massima attenzione a chi si trova all'interno dell'immobile. Ci sembra che si dimentichi la centralità delle vite umane, in troppe ricostruzioni. C'è quella di chiunque vive nella zona, a cui dobbiamo totale trasparenza sui pericoli per la salute. Poi c'è chi vive nell'immobile occupato. In passato erano presenti anche minori, ma oggi non dovrebbe essere così. Non è sufficiente parlare di 'sgombero'. Ci sono almeno tre questioni tra loro collegati: pericoli per la salute in tutta l’area di via del Termine, tutela della dignità di chi vive nell'immobile, necessità di procedere alla rimozione dei rifiuti abbandonati. Palazzo Vecchio sta procedendo a coordinare il tutto?”, chiedono i consiglieri di Sinistra progetto comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu.

E mentre Medu, Medici per i diritti umani, continua a ribadire che "lo sgombero senza alternative non può in alcun modo rappresentare una soluzione efficace", intorno alle 15 di oggi, 21 luglio, è arrivata una nuova nota dell'Arpat, l'agenzia regionale per la protezione ambientale.

Arpat: "Nessun rischio per la salute"

"Domato l’incendio del 17 luglio che ha interessato l’edificio abbandonato in via Fanfani 80, all’angolo con viale XI Agosto, a Firenze, non risultano rischi per la salute della popolazione che richiedano provvedimenti da parte delle autorità. Riguardo al rischio di contaminazione derivante dai fumi dell’incendio - scrive Arpat -, si esclude la possibilità che le deposizioni dei fumi possano aver prodotto una contaminazione significativa del suolo o di specchi d’acqua. Di quanto emerso dalle ispezioni Arpat, ha informato il Comune di Firenze con una relazione tecnica dettagliata". Tutto questo, in merito all'incendio di lunedì scorso. Oggi però ne è già scoppiato un altro.

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