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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca

Lotta al terrorismo: fiorino d'oro al capo della Polizia Lamberto Giannini, il prefetto che ha sconfitto le Nuove Brigate Rosse

Tra i suoi arresti, terroristi di Al Qaeda e il latitante Cesare Battisti. Il prestigioso riconoscimento ricevuto a Palazzo Vecchio dal sindaco di Firenze Dario Nardella alla presenza del questore Maurizio Auriemma

Il capo della polizia di Stato Lamberto Giannini ha ricevuto quest'oggi in Palazzo Vecchio a Firenze dal sindaco Dario Nardella il Fiorino d’oro, massima onoreficenza cittadina, per il suo incessante e incisivo contrasto all'eversione e al terrorismo. 

Il prefetto Giannini è stato accompagnato alla cerimonia, nella Sala dei Gigli, dal questore del capoluogo toscano Maurizio Auriemma, nell’ambito del "Percorso della Memoria" organizzato dalla polizia di Stato per ricordare le vittime delle stragi di mafia.

Fiorino d'oro a Giannini

Giannini, direttore generale della pubblica sicurezza, ha ricevuto il Fiorino d'oro "per lo straordinario e costante impegno profuso nel contrasto all'eversione e al terrorismo interno e internazionale, per aver saputo alimentare, grazie ad apprezzate qualità personali e professionali, affinate all'interno di un curriculum d'eccellenza, in particolare nella gestione dei servizi di ordine pubblico, il sentimento di sicurezza e di fiducia dei cittadini verso le istituzioni".

Il fiorino d’oro, come noto, viene attribuito a Firenze alle personalità che si sono distinte attraverso la loro opera, dando lustro alle istituzioni e rendendo un servizio alla comunità nazionale e internazionale.

Lamberto Giannini: il curriculum operativo

Per oltre 27 anni, il prefetto Lamberto Giannini è stato impegnato nel contrasto all’eversione e al terrorismo interno e internazionale, conseguendo importanti successi professionali. Tra questi spiccano gli arresti dei terroristi rossi che, con gli omicidi Biagi e D’Antona, avevano rifondato le Brigate Rosse e ripreso la lotta armata in Italia.

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Ma vanno anche ricordate almeno le indagini nell’ambito della strage alla stazione di Bologna; quelle sull’omicidio della giornalista del Corriere della Sera Maria Grazia Cutuli, assassinata insieme ad altri tre suoi colleghi in Afghanistan e l’arresto nel 2005 a Roma di uno dei terroristi di Al Qaeda che nel luglio di quell’anno aveva tentato di farsi esplodere, con dei complici, nella metropolitana londinese.

Nè va dimenticata l’operazione che ha portato alla cattura, in Bolivia, del latitante Cesare Battisti.

Negli ultimi anni, dapprima come direttore del servizio centrale antiterrorismo, poi come responsabile della polizia di prevenzione è presidente del comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha inoltre contribuito all’elaborazione della strategia nazionale di contrasto alla pressante minaccia del terrorismo di matrice radicale religiosa, occupandosi, in particolare, del fenomeno dei foreign fighters. 

Il "Percorso della Memoria"

La consegna del prestigioso riconoscimento gigliato a Giannini si è svolta nell'ambito della fase conclusiva del 'Percorso della Memoria', iniziativa organizzata dalla questura in collaborazione con il Comune per ricordare le vittime delle stragi di mafia, come proposto dal questore Auriemma d'intesa col sindaco.

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La splendida cornice rinascimentale di piazza Signoria in questi giorni ha infatti ospitato la teca della Fiat Croma blindata sulla quale persero il 23 maggio 1992 la vita gli uomini della scorta di Giovanni Falcone: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La teca, che lo stesso questore della provincia di Firenze ha definito “Sacrario della polizia di Stato”, è stata mostrata alla cittadinanza nei pressi della Loggia dei Lanzi, a due passi dall’Accademia dei Georgofili sventrata nel maggio del ’93 da un attentato esplosivo di stampo mafioso, sui cui presunti mandanti è ancora aperta un'inchiesta della procura di Firenze. 

La strage dei Georgofili

Destinato a colpire il patrimonio artistico nazionale custodito negli Uffizi, il vile gesto costò la vita a cinque persone, tra le quali una bambina di appena 50 giorni.

"Sia il terrorismo che la mafia distruggono vigliaccamente vite e speranze, spazzando via anche la cultura e la storia di un popolo che ha costruito le sue fondamenta attraverso il sacrificio di uomini e donne. Tutti questi martiri - si legge in una nota della questura fiorentina - hanno dato la vita per difendere ideali alla base della nostra democrazia. Tenere sempre vivo il loro ricordo, rende questi valori immortali anche agli occhi delle nuove generazioni".

Ed è proprio a quest'ultime che il questore ha voluto specificatamente rivolgere questo importante percorso, il "Percorso della Memoria", articolato anche attraverso una mostra fotografica che ripercorre alcune delle stragi palermitane, oltre a quella fiorentina di via dei Georgofili.

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