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Mugello, il terremoto un anno dopo: "I fondi per la ricostruzione non sono ancora arrivati"

Centinaia di cittadini di Barberino attendono le erogazioni promesse dalle istituzioni. Opposizione all'attacco, oggi arrivano Giani e il capo della protezione civile Borrelli

Quel terribile 9 dicembre 2019 brucia ancora. In tutto il Mugello ma soprattutto a Barberino e nelle sue frazioni, colpite da uno dei terremoti più forti della zona degli ultimi decenni. Sono le 4:37. Le case si sbriciolano, le persone si riversano a frotte per strada e nelle proprie auto. Migliaia di volti impauriti, di nomi gridati nella notte.

"Io e mia moglie all'inizio siamo stati ospitati da una signora che non aveva subito grossi danni alla casa - racconta Fabrizio, uno dei tanti barberinesi che ha vissuto sulla propria pelle quei momenti - mentre la nostra in zona Badia era inagibile, squassata da danni strutturali. Poi siamo andati nella palestra della scuola comunale dove venivano sistemati gli sfollati. Nel pieno dell'emergenza, devo dire, ha funzionato tutto. E' scattata la solidarietà. La Protezione Civile, la Regione, il Comune si sono organizzati bene. I problemi sono arrivati dopo, quando l'attenzione generale è calata".

"Ci hanno promesso che sarebbero stati erogati fondi per la ricostruzione, che questa ricostruzione sarebbe stata 'un modello'. Noi barberinesi non siamo stati ad aspettare i soldi. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo tirato fuori di tasca nostra quanto potevamo, per rimettere in sesto le nostre case. In molti, come me, hanno preso un prestito da decine di migliaia di euro. E hanno preso ditte capaci di lavorare seguendo tutti i più recenti dettami antisismici e ambientali".

Terremoto in Mugello: dentro le case colpite del sisma

"Adesso però queste ditte vanno finite di pagare, i nostri prestiti vanno restituiti. E in molti non ce la fanno e non hanno neppure ancora finito di sistemare la propria abitazione, non sono potuti tornare ad abitarci. Così come altri che sono andati in affitto e usufruiscono per questo motivo di un contributo pubblico, sono in difficoltà perché in alcuni casi questo contributo è in ritardo".

Un gruppo di cittadini barberinesi ha cercato di manifestare queste problematiche al sindaco Giampiero Mongatti (Pd) senza tuttavia ricevere risposta. "Non abbiamo ricevuto alcun aiuto, nonostante le promesse, né da parte della Regione Toscana né da parte del Comune di Barberino di Mugello" lamenta Fabrizio.

Una situazione difficile alla quale si è aggiunta la pandemia da Covid-19, che ha ulteriormente aggravato le condizioni economiche di molte famiglie. Così, un sempre più nutrito gruppo di cittadini barberinesi - circa 200 famiglie - ha deciso di scrivere direttamente una lettera firmata al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, nella speranza di essere ascoltati.

Terremoto in Mugello: la testimonianza dello sfollato

La lettera è stata pubblicata dal quotidiano online OkMugello: “Egregio Presidente- vi si legge - vogliamo sottoporre alla sua attenzione il fatto che si avvicina la data della ricorrenza di un anno dal terremoto del Mugello 9/12/2019 e ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni in quanto abbiamo subito notevoli danni alle nostre abitazioni e non abbiamo ancora avuto nessun risarcimento. L’attenzione dei primi tempi è svanita e ci sentiamo completamente dimenticati" .

"Volevamo, con il sindaco Mongatti, cercare di comprendere più a fondo le cause di questo stato di indecisione e inoperatività istituzionale, ma non è stato disposto a rilasciare alcun intervista personale in vista di un probabile evento istituzionale per l'anniversario" prosegue la missiva che, spiega Fabrizio, "prima di essere spedita, molti per timore non volevano firmare ma che dopo essere stata spedita, altrettanti avrebbero voluto firmare".

Già, perché oggi il governatore Eugenio Giani è atteso al Centro Civico di Barberino di Mugello, insieme al capo della protezione civile Angelo Borrelli, per una conferenza stampa in cui si spiegherà a che punto è la ricostruzione post-sisma e quale il percorso per i prossimi mesi. Ci saranno anche, tra gli altri, il neo prefetto di Firenze Alessandra Guidi, il sindaco di Barberino Giampiero Mongatti e il primo cittadino di Scarperia e San Piero, Federico Ignesti.

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Intanto l'opposizione va all'attacco. "Decine di famiglie, a un anno dal terremoto, sono ancora fuori dalle loro case - dichiara la consigliera regionale della Lega Elisa Tozzi - E non perché sono state ad aspettare la manna dal cielo ma perché hanno dato fondo alle loro energie e ai loro averi, per rialzarsi e ricostruire il loro paese. Le promesse di ristoro fatte a suo tempo a queste persone vanno onorate quanto prima, ed è già troppo tardi".

"Troppe domande di risarcimento danni ancora senza risposta -  afferma Marco Stella, presidente del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale - ad oggi non ci sono risposte per ben 153 domande e soltanto 44 sono state ammesse al ristoro dal dipartimento protezione civile. Auspichiamo che la situazione si risolva al più presto e che, davvero, i ritardi che anche stavolta si sono riscontrati servano da monito per il futuro".

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