Terremoto in Mugello: "Dare subito il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale"

La richiesta del consiglio regionale, quando le case inagibili sono ancora 146

Una comunicazione sulle conseguenze e gli interventi del terremoto del 9 dicembre scorso in Mugello è stata tenuta questa mattina in aula dal presidente della Giunta regionale Enrico Rossi, con l'ok del consiglio regionale, tra le altre cose, affinché la giunta chieda che in tempi previ si riconosca alla zona colpita lo status di emergenza nazionale.

La richiesta di un’informativa in Consiglio regionale sull’argomento era stata avanzata nei giorni scorsi dal portavoce dell’opposizione, e consigliere regionale della Lega, Jacopo Alberti.

Rossi ha voluto ringraziare tutta la macchina della Protezione civile e istituzionale.

“La macchina ha dimostrato di saper intervenire immediatamente e in maniera efficace – ha detto – e questo è rassicurante. Sono stati subito individuati i punti di raccolta e i luoghi dove ospitare chi era spaventato o chi non poteva rientrare in casa”.

Subito dopo, ha proseguito il presidente, sono iniziate le visite alle case lesionate, prima dei Vigili del fuoco e poi del Genio civile, e questo ha permesso di restringere la zona rossa delimitata a Barberino.

“Ad ora sono stati effettuati 670 controlli agli edifici – ha spiegato Rossi -. I casi di inagibilità riscontrata sono 146, di cui 41 di inagibilità lieve, dunque risolvibile con pochi rapidi interventi. Per gli altri casi servono lavori più complessi. La Regione Toscana ha avviato le misure per il microcredito e chiesto di attivare contributi fino a 25 mila euro”.

Per quanto riguarda gli edifici pubblici “ci sono due edifici comunali inagibili, perché vecchi e perché tutelati dalla Sovrintendenza”.

Per l’ospedale, invece, “essendo state realizzate alcune parti nuove a prova di sisma, si è proceduto al trasferimento delle attività in questi settori sicuri. Il personale ha saputo gestire benissimo la situazione”.

Ora, ha aggiunto il presidente, “è in via di affidamento una gara da 35 milioni di euro per la messa in sicurezza di tutto quanto l’ospedale”.

Resta il fatto che la Toscana ha una buona fetta di territorio, quella appenninica, considerata ad alto rischio sismico.

Un rischio che condivide con tutto l’Appennino e con tutte le Regioni che insistono sulla fascia montuosa.

Per questo il presidente ha lanciato l’idea di una proposta di legge al Parlamento fatta dal Consiglio regionale della Toscana, in accordo con altri Consigli regionali interessati, che proponga un piano di intervento a lungo termine per l’Appennino.

“Altrimenti non potremo meravigliarci se queste zone vengono abbandonate, con rischi per la tenuta idraulica e di tutta la montagna” ha commentato. Alcune proposte sono state avanzate dal presidente anche in materia di contributi.

“La detrazione fiscale per gli interventi di messa in sicurezza dal rischio sismico è una buona cosa, ma stenta a decollare – ha spiegato Rossi - perché spesso manca il capitale iniziale”.

Si potrebbe pertanto pensare a un fondo di rotazione, oppure ad aiuti per chi è sotto un certo livello di reddito, o a un sostegno all’assicurazione. “Affrontare la questione trovando soluzioni operative – ha concluso Rossi – dovrà essere una priorità di questo ultimo periodo di legislatura”.

Il portavoce dell’opposizione Jacopo Alberti ha spiegato di aver chiesto la comunicazione “perché ritenevo utile che il primo Consiglio regionale dopo l’evento affrontasse la questione”.

Anche Alberti, recatosi sul posto, ha riscontrato “un buon livello degli interventi e dell’organizzazione. Tutti hanno lavorato molto bene”.

Il portavoce ha garantito totale disponibilità all’idea di lanciare una proposta di legge al Parlamento “perché sicuramente è importante trovare una soluzione a livello nazionale. Nel frattempo – ha concluso – la Toscana deve mettere in campo tutti gli strumenti possibili per aiutare chi ha subito danni”.

L’aula ha inoltre approvato una proposta di risoluzione (firmata da Fiammetta Capirossi e altri consiglieri del Pd, che ha visto la successiva adesione di numerosi altri consiglieri) che, preso atto con favore del complesso di azioni messe immediatamente in atto dalla Protezione civile, impegna la Giunta regionale “a proseguire nell’azione tramite le strutture regionali preposte alla protezione civile, in sinergia con le istituzioni locali, i Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, il personale sanitario e il volontariato”.

Impegna inoltre la Giunta “ad attivarsi presso il dipartimento della Protezione civile nazionale affinché si possa in tempi celeri giungere al riconoscimento dello stato di emergenza nazionale per i territori interessati dalle conseguenze del sisma del 9 dicembre 2019”.

A questo proposito il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani ha invitato tutti a fare opera di ‘insistenza politica’, perché il riconoscimento da parte della Protezione civile c’è e la questione approda in Consiglio dei ministri oggi o domani. “A Barberino alcuni privati sono già partiti con i lavori – ha detto Giani – e sarebbe molto importante mettere a disposizione rapidamente dei contributi”.

A illustrare la proposta di risoluzione è stata Stefano Baccelli (Pd), il quale ha anche espresso “apprezzamento per le proposte del presidente Rossi”. “Il vulnus riguarda l’edilizia privata – ha detto -, e dunque è utile proporre meccanismi di defiscalizzazione e una proposta di legge in materia da condividere con altre Regioni, da lanciare entro la legislatura”.

Serena Spinelli (Gruppo misto) ha voluto ringraziare tutti coloro che si sono prodigati per far fronte all’emergenza e ha sottolineato che “è prioritario rendere assolutamente sicuri tutti gli ambienti pubblici. Questo sarà un paese normale quando le scuole rimarranno aperte per accogliere i ragazzi in caso di terremoto, perché sicure”.

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Giacomo Giannarelli (M5S) ha annunciato voto favorevole alla risoluzione e ha espresso apprezzamento alla proposta di Rossi, così come hanno fatto Massimo Baldi (Iv) e Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra). Fattori ha osservato inoltre che “la Regione dovrebbe dare da subito alcuni segnali di sostegno nei confronti del Mugello, ad esempio potenziando la rete ferroviaria Faentina. Recentemente ha chiuso la biglietteria di Borgo San Lorenzo, e questo crea numerosi disagi ai pendolari”.

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