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Cronaca

Terremoti, in Toscana 749mila abitazioni a rischio sismico

Interessati 256 comuni toscani, a Firenze 19mila case non sicure. Architetti e costruttori: "Attivare il sisma bonus"

Sono circa 813mila le abitazioni da mettere in sicurezza in Toscana, di cui 749mila ricadono nelle zone a rischio sismico 2 e 3. La stima è dell'Ordine degli architetti di Firenze.

Per la Toscana significa 256 comuni coinvolti su un totale di 280, compresa tutta la provincia di Firenze, che ricade per la zona montana del Mugello in zona 2. Oltre 175mila gli edifici in questa fascia di rischio in tutta la regione, di cui 19mila nella città metropolitana di Firenze e 8.800 a Prato, per un totale regionale di oltre 600mila residenti coinvolti. Mezzo milione, invece, gli edifici toscani in zona di rischio 3.

L'Ordine degli architetti della Toscana e l'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili, chiedono dunque di attivare il prima possibile il 'Sisma bonus', il piano di sicurezza per il territorio le cui linee guida sono state pubblicate dal governo con il decreto dello scorso 28 febbraio: se da un lato c'è la possibilità di mettere in sicurezza le case, per i costruttori è anche un'occasione per fare ripartire il settore edile.

“Un passo in avanti per attuare un piano di prevenzione sismica dei centri urbani”, commenta il presidente regionale dell’Ordine degli Architetti Roberto Masini. “L’attivazione del sisma bonus è una priorità assoluta - sottolinea Carlo Lancia, direttore di Ance Toscana -, una grande occasione di investimento per il settore e di salvaguardia per i cittadini”.

Per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici situati in zona 1, 2 e 3 è possibile detrarre dall’IRPEF o dall’IRES le spese sostenute dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, in percentuale variabile in relazione alla classe di rischio sismico raggiunta in seguito ai lavori.

In pratica, più si migliora la sicurezza dell’edificio e più si può detrarre: la detrazione fiscale è pari al 50% delle spese sostenute se non si calcola la classe di rischio, al 70% se l’intervento determina il miglioramento di una classe di rischio, all’80% se migliora di due classi. Nei condomini si parte dal 75% e si può arrivare fino alla detrazione dell’85% della spesa. E' possibile  portare in detrazione anche le spese sostenute per lo studio di valutazione della classe di rischio dell’edificio.

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