Telecamere, nuove tecnologie e privacy: è scontro sul riconoscimento facciale

La sinistra contro l'amministrazione: "Il nuovo software può fare cose che la legge non prevede che un Comune possa fare"

E' scontro in consiglio comunale tra sinistra e amministrazione comunale sui nuovi software che consentiranno, alle mille telecamere presenti in città, di effettuare anche il cosiddetto 'riconoscimento facciale'.

Rispondendo ad un question time di Dmitrij Palaggi (Sinistra progetto comune), ieri in consiglio comunale l'assessore alla sicurezza Andrea Vannucci ha di fatto confermato che il nuovo software annunciato nelle scorse settimane dal sindaco Dario Nardella sarà in grado di effettuare il riconoscimento facciale dei cittadini.

"Dopo la telecamera numero mille il sindaco aveva annunciato con entusiasmo la sperimentazione di un nuovo software, sulla scia di quanto lo ha sorpreso (positivamente) a Tel Aviv (Israele, ndr). Ci era stato assicurato che non ci sarebbe stato alcuna possibilità di riconoscimento facciale mentre oggi l'assessore dice il contrario", attacca Palagi.

"Male, malissimo. Ancora non sappiamo in che misura sono stati coinvolti il Garante e il Responsabile della privacy di Firenze. Cos'è esattamente il 'Grande Fratello buono' di cui ha parlato il sindaco da Mosca? Perché si vuole il riconoscimento facciale? Come sarà usato? Che tutele e controlli per la cittadinanza? Intanto il nuovo software, quello di cui parla l'assessore, può fare cose che la legge non prevede che un Comune possa fare", prosegue Palagi, che conferma la contrarietà del gruppo della sinistra all'uso massiccio delle telecamere (Firenze è una delle città in Italia con maggior numero di telecamere in rapporto al numero degli abitanti).

"Questa amministrazione ritiene che le telecamere siano molto utili. Lo dimostra l'apprezzamento che arriva anche dalle forze dell'ordine", ribatte Vannucci.

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"Sì, il nuovo sistema in via di sperimentazione permetterà il riconoscimento facciale, che sarà però attivato da parte delle forze ordine solo nei casi necessari e confermemente alle normative sulle privacy", aggiunge Vannucci. Il fatto che il nuovo software consenta il riconoscimento facciale "non significa che verrà sempre utilizzato - assicura l'assessore -, ma solo quando, di concerto con le forze dell'ordine, sarà ritenuto necessario".

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