rotate-mobile
Cronaca

Influencer paga il taxi con il pos: l'autista storce il naso e si arrabbia

Sia all'andata sia al ritorno sarebbero venute fuori non poche difficoltà per farsi accettare il pagamento elettronico. La cooperativa: "Questi episodi vanno segnalati"

Dal 30 giugno è in vigore l'obbligo per i commercianti e per chiunque offra servizi di accettare il pagamento tramite point of sale (più noto con l'acronimo Pos). Una normativa che per alcuni sembra ancora indigesta, come dimostra la testimonianza di una influencer di Firenze, che, per testare locali di mixology per poi creare dei contenuti sul profilo social, ha usufruito più volte del servizio di taxi per recarsi in varie location cittadine: “Inizialmente ho dato all'autista un indirizzo sbagliato, ma gli ho detto di non preoccuparsi, perché gli avrei pagato la corsa, e quindi ha continuato a tenere il tassametro attivo. Arrivati a destinazione mi comunica che il totale era 17,80 euro. Appena gli ho detto che pagavo con bancomat ha iniziato a infuriarsi, dicendo che il pos poteva non funzionare, e che il suo non era un negozio. Gli ho risposto dicendo che quello non era un problema mio, perché io ero nel giusto e lui nel torto. Nel frattempo aveva spento il display e mi ha preso la carta, senza farmi vedere quanto fosse il totale. Quando sono scesa, ho chiesto la copia della ricevuta, e anche in quel caso si è lamentato. Alla fine mi sono accorta che mi ha messo anche due euro in più, giustificandoli con il costo della chiamata”.

“Pensavo fosse un caso isolato – continua la ragazza – ma anche al ritorno ho avuto lo stesso problema con un altro tassista, che si è lamentato perché secondo lui non si paga con la carta una corsa di 7 euro, e che nel caso avrei dovuto informarlo prima”.

Casi isolati, che però accadono in più angoli d'Italia. Come comportarsi quindi davanti a situazioni di questo tipo? A spiegarlo è Simone Andrei, presidente di Socota (Cooperativa 4242): “Questi sono episodi singoli, non si può ricollegare una categoria intera ad una persona che sbaglia. In ogni caso c'è una legge che parla chiaramente, che dice che è obbligatorio accettare il pagamento col pos. Quello che si può e si deve fare in questi casi è di segnalare immediatamente tali casi all'associazione, annotandosi il numero della licenza del tassista che è scritta sulla ricevuta, comunicando il disservizio ricevuto con una mail o una telefonata. A quel punto abbiamo una commissione di disciplina interna che, dopo essersi accertata ciò che è successo, agirà con le sanzioni necessarie".

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Influencer paga il taxi con il pos: l'autista storce il naso e si arrabbia

FirenzeToday è in caricamento