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Cronaca

I tassisti contro la 'liberalizzazione' del governo Draghi: dichiarato lo sciopero nazionale

Il Ddl concorrenza porta i taxi sul piede di guerra. Non piace l'idea di una apertura e i sindacati lanciano l'allarme: "Il Governo deve mettere fuori dal mercato le multinazionali"

Ai tassisti non va proprio già la nuova norma del Ddl concorrenza. Il disegno di legge contiene alcune deleghe al governo per la disciplina di determinati settori. Tra queste c’è quella sul “riordino dei servizi di mobilità urbana non di linea”. Di fatto l’esecutivo, a sei mesi dall’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, adotterà un decreto legislativo che, tra le varie, garantisce la “promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati”. In pratica il governo apre alla concorrenza per dare una maggiore possibilità di scelta agli utenti con regole più stringenti per i servizi di taxi ed Ncc, quali ad esempio Uber. 

Una dichiarazione di guerra per i tassisti, che hanno annunciato ufficialmente lo sciopero nazionale contro il Ddl concorrenza. La notizia arriva alla fine di una lunga riunione in videoconferenza. La data probabile è il 24 novembre con una grande manifestazione nazionale. I tassisti - sono quarantamila - chiedono lo stralcio dell'articolo 8 del ddl Concorrenza.

Taxi in sciopero contro il Ddl concorrenza

Dunque taxi sul piede di guerra contro il Ddl Concorrenza. Che cosa prevede?

  •     ridefinire la disciplina dei servizi pubblici locali, al fine di rafforzare la qualità e l’efficienza e razionalizzare il ricorso da parte degli enti locali allo strumento delle società in house, anche attraverso la previsione dell’obbligo di dimostrare, da parte degli enti medesimi, le ragioni del mancato ricorso al mercato, dei benefici della forma dell’in house dal punto di vista finanziario e della qualità dei servizi e dei risultati conseguiti nelle pregresse gestioni attraverso tale sistema di auto-produzione;
  •     ridefinire la disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea, anche al fine di adeguare l’assetto regolatorio alle innovative forme di mobilità;
  •     incentivare l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale mediante procedure di evidenza pubblica
  •     devolvere a procedure conciliative gestite dall’Autorità dei trasporti la definizione di controversie tra operatori economici che gestiscono reti, infrastrutture e servizi di trasporto e utenti o consumatori;
  •     rafforzare i controlli in sede di costituzione di nuove società in house da parte delle amministrazioni pubbliche.

"Il Governo deve bloccare le multinazionali che stanno deregolamentando il trasporto pubblico locale non di linea" ha detto Nicola Di Giacobbe, segretario nazionale di Unica Cgil Taxi commentando le norme. "Il ddl non risponde all'urgenza e all'emergenza in atto nel settore. Il Governo deve mettere fuori dal mercato le multinazionali e con la concertazione di arrivi ad un riordino delle app tecnologiche. Il Governo ha tempi troppo lunghi e questo sta favorendo le multinazionali che stanno continuando a deregolamentare i servizi. Inoltre serve un intervento che sospenda le attività delle multinazionali che, non dimentichiamocelo, sono degli intermediari tra domanda e offerta in Italia ma che pagano le tasse in altri paesi. Il Governo deve intervenire e non far finta di non vedere".

Le proteste dei tassisti

Le associazioni di categoria dei tassisti parlano di "liberalizzazione selvaggia": "L’ipotesi di introdurre il comparto del trasporto pubblico non di linea nel ddl concorrenza è per noi inaccettabile. Siamo pronti alla mobilitazione", avevano annunciato uniti Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi.  La protesta era quindi già nell'aria e oggi è stata decisa in una riunione in videoconferenza durata più di tre ore, alla quale hanno partecipato 23 sigle sindacali.

"È un paradosso tutto italiano che siano state escluse dal ddl Concorrenza categorie come gli ambulanti che avrebbero dovuto essere incluse, mentre ci sono i taxi che, come le ambulanze, secondo la Bolkestein non dovevano essere inseriti - è la critica di Walter Drovetto, vice segretario nazionale Ugl Taxi -. È un accanirsi contro la nostra categoria, è arrivato il momento di dire basta. Lo sciopero è solo la prima iniziativa, non ci fermeremo qui".

"Quando si aspettano per tre anni dei decreti attuativi e un dpcm che regolamenti le piattaforme tecnologiche - sostiene su Facebook il portavoce nazionale di Federtaxi Cisal, Federico Rolando -, che potevano essere fatti in un giorno, viene da pensare che non ci sia mai stata la volontà di farli. Tutto a favore di chi delle regole non vuole nemmeno sentirne parlare". 

Le richieste

I tassisti chiedono quello che è già stato fatto per le norme sulle concessioni balneari e sugli ambulanti e vogliono quindi lo stralcio dell'articolo 8 del ddl Concorrenza in cui si parla di una revisione della disciplina in materia di trasporto pubblico non di linea con la "promozione della concorrenza, anche in sede di conferimento delle licenze, al fine di stimolare standard qualitativi più elevati" e la "garanzia di una migliore tutela del consumatore nella fruizione del servizio, al fine di favorire una consapevole scelta nell’offerta".


 

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