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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Tav e terre di scavo, Arpat: piano sospeso dal ministero dopo l'inchiesta

L'Agenzia regionale per la protezione ambientale si difende: "Il blocco non dipende da un modo diverso di classificare le terre di scavo in Toscana rispetto alle altre regioni, ma da quanto emerso dall'inchiesta"

L’acquisizione del grosso della quote di Coopsette in Nodavia, rilevata dal colosso romano Condotte Spa, ha riportato al centro del dibattito la questione Tav a Firenze. Nodavia, infatti, al netto degli scandali (e degli arresti per capi di imputazione che vanno dalla corruzione ai reati ambientali) rimane sempre il contraente generale incaricato di realizzare il nodo AV fiorentino. Duccio Astaldi, presidente di Condotte, ha annunciato che da settembre riaprirà i battenti il cantiere per la stazione Foster. Per quel che riguarda il il doppio sottoattraversamento (due tunnel lunghi poco meno di sei chilometri), invece, tutto tace. La questione ruota attorno alle terre di scavo, quelle che dal sottosuolo di Firenze dovrebbero prendere la via di Cavriglia, nelle ex cave di Santa Barbara, per un vecchio progetto di compensazione dell’area firmato da Enel.

Ma nella diatriba terre di scavo, Arpat si smarca e dirama una nota chiarificatrice:

"Nella stampa di giovedi 10 luglio è comparsa una notizia sulla vicenda Alta Velocità di Firenze, dove si riportano dichiarazioni secondo le quali i tempi lunghi per la ripresa dei lavori per lo scavo del tunnel sarebbero dovuti ad un modo diverso di classificare le terre di scavo in Toscana rispetto alle altre regioni.

Ciò non corrisponde alla realtà e precisiamo invece che la situazione è in stand-by perché il Piano di utilizzo terre, che regolamenta ai sensi della normativa statale (DM 161/2012) la gestione dei materiali di scavo, approvato dal Ministero dell’Ambiente nel gennaio 2013, è stato sospeso dallo stesso Ministero nel novembre scorso a seguito di quanto emerso dall’inchiesta giudiziaria della Procura di Firenze.

Attualmente il suddetto piano è stato nuovamente sottoposto per un riesame alla Commissione tecnica nazionale per le VIA con l’acquisizione di nuova documentazione progettuale elaborata e validata da un soggetto pubblico. Fino a nuova approvazione da parte del Ministero, il materiale di scavo non può essere portato via ferrovia a Cavriglia, come prescritto nel decreto di compatibilità ambientale per la realizzazione della Stazione AV e del passante ferroviario.

Più in generale in Toscana si applicano sulle terre e rocce di scavo le stesse normative nazionali che si applicano anche nel resto del Paese".

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