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Cronaca

Tav, intercettazioni dell’inchiesta: “Con i cantieri città smembrata”

Nuovi particolari dall'inchiesta sui cantieri dell'alta velocità. La frase è del tecnico della Seli, la società proprietaria della talpa che avrebbe dovuto scavare il sottoattraversamento

Nuove intercettazioni emergono dall’inchiesta sull’Alta Velocità fiorentina. Giusto ieri due intercettazioni hanno reso di dominio pubblico alcuni particolari delle indagini su presunti soldi al nero ricevuti da Giorgetti, direttore tecnico del cantiere Nodavia, ditta che ha vinto l'appalto per il sottoattraversamento, e su quanto detto da Furio Saraceno, presidente di Nodavia, sullo smaltimento dei rifiuti affidata a "garibaldini" che non "si fanno scrupoli" e che "fanno i soldi". LE PAROLE DELL'ESPERTO

Oggi si parla di cantieri cittadini e il loro impatto su Firenze. Questo dopo che è stato rinnovato l'Osservatorio ambientale sul nodo dell'Alta Velocità ferroviaria. La struttura, che svolge un ruolo di controllo sulle modalità di svolgimento dei lavori relativi al nodo, era 'scaduta' nella primavera dello scorso anno e non più rinnovata. Adesso, resterà in funzione per i prossimi 4 anni, con possibilità di ulteriore proroga. Rappresentante del Comune di Firenze nell'osservatorio sarà il dirigente ing. Giacomo Parenti.
 
INTERCETTAZIONI -
“Se tu vedi Firenze adesso è smembrata eh, perché la stazione in stato avanzato, il pozzo di Campo di Marte praticamente è pronto. Quindi non è che c'hanno speso un bel po' di soldi eh. Non lo so come finiamo. Io penso che ormai è definito, questo di Firenze non dovrebbe più tornare indietro". Lo dice al telefono, il 26 ottobre 2011, Aristodemo Busillo, tecnico della Seli, la società proprietaria della 'talpa' che avrebbe dovuto scavare il sottoattraversamento fiorentino della tav. Busillo si riferisce ai cantieri aperti in città per la tav - quelli per la nuova stazione e l'altro in zona Campo di Marte - e ai ritardi legati allo smaltimento delle terre.

L'intercettazione è agli atti dell'inchiesta fiorentina sull'opera: 31 gli indagati, fra cui responsabili di società Gruppo Fs, funzionari ministeriali, imprenditori. Fra i reati ipotizzati l'associazione per delinquere finalizzata alla truffa, la corruzione e il traffico di rifiuti.

In un'annotazione, i carabinieri del ros spiegano che Busillo "accenna al problema dello smaltimento delle terre che si aspetta venga risolto con l'inserimento di una specifica norma nel Decreto Sviluppo". "Serve il Decreto - spiega Busillo al telefono - perché il materiale viene chiamato col nome giusto, rocce e terra proveniente dagli scavi e quindi l'Enel dà l'autorizzazione allo stoccaggio permanente. Il problema che con quel materiale di Firenze si fanno delle colline che fanno lo schermo alla cava. Loro dicono che siccome è una sistemazione definitiva deve essere trattata con un determinato codice che non esiste. Ma era una evidente azione strumentale per bloccare 'st'opera".
 
STOP - “Molto presumibilmente appena iniziamo a scavare ci fermano. Eh, quindi adesso il problema, il grandissimo dilemma è: Ci fermeranno per quanto? Hai capito?". E' quanto spiega a un collega un tecnico della Seli. L'intercettazione, del 19 luglio 2011, è agli atti dell' inchiesta fiorentina sull'opera. La 'talpa' è stata sequestrata il 17 gennaio 2013 dai pm Gianni Tei e Giulio Monferini. "Antonio della Seli - scrivono i carabinieri del ros nell'informativa - informa" il collega "di aver saputo che appena comincerà ad operare la fresa per la realizzazione del tunnel i lavori verranno bloccati per via giudiziaria, perché non è chiaro come devono essere smaltiti i prodotti di scavo". "Io ti volevo chiamare per una cosa - dice Andrea al collega - una cosa banalissima, più che altro per aggiornarti sul discorso del giudice, del magistrato. Praticamente qua adesso il discorso è questo: noi stiamo predisponendo tutto quello che succederà. Molto probabilmente quello che succederà è che nessuno si pronuncerà" sulle terre di scavo, "finché noi non arriviamo. Ci fanno calare la fresa, ci fanno montare, ci fanno iniziare a scavare in configurazione provvisoria" e poi "ci fermeranno", perché "non è definito le terre di scavo dove dovranno andare, minchia proprio alla grandissima".

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