Tassa sul volontariato: dopo la protesta arriva il dietrofront del governo

Il raddoppio dell'Ires rimane in manovra

Indietro tutta. Di Maio fa mea culpa e annuncia che la norma con cui in manovra è stato stabilito il raddoppio dell’Ires (imposta sul reddito delle società) per le organizzazioni di volontariato sarà stralciata. O meglio: la misura verrà approvata in bilancio, per poi essere corretta successivamente tramite un provvedimento ad hoc.

"Non possiamo intervenire nella Legge di bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio", ha detto infatti il vicepremier, "ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile". Senza troppi giri di parole Di Maio ha ammesso che "quella norma va cambiata", in quanto l’obiettivo del governo era quello di "punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli". Inoltre, ha concluso il ministro del lavoro, "abbiamo sentito la comunità dei Frati di Assisi, che ringraziamo per il loro instancabile impegno, e li incontreremo quanto prima".

Un'intenzione, quella di cambiare la norma, confermata anche da Matteo Salvini: "Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti ed associazioni, garantisco l'impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi. Ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro", ha detto in una nota il segretario della Lega. 

Cosa prevede la nuova legge

Insomma, dopo le polemiche delle ultime ore il governo sembra deciso a tornare sui suoi passi. Ma per adesso la norma verrà comunque approvata. E dunque dal 1° gennaio gli enti no profit si troveranno a dover pagare di più.  La legge dispone infatti "la riduzione alla metà dell’IRES (dal 24 al 12 per cento) nei confronti dei seguenti enti".

  1. enti e istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, enti di assistenza e beneficenza;
  2. istituti di istruzione e istituti di studio e sperimentazione di interesse generale che non hanno fine di lucro, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, di esperienze e ricerche aventi scopi esclusivamente culturali;
  3. enti il cui fine è equiparato per legge ai fini di beneficenza o di istruzione;
  4. istituti autonomi per le case popolari (Iacp), comunque denominati, e loro consorzi nonché enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione dell'Unione europea in materia di "in house providing" e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013.

Tutti contro la tassa sul volontariato. La Cei: "E' una provocazione"

Tantissime le proteste di associazioni, intellettuali e semplici cittadini verso quella che sembra in effetti una norma inutilmente punitiva verso chi fa del bene. La Cei ha parlato apertamente di "provocazione". Il nostro Paese sta vivendo un momento difficile, ma non mi sarei aspettato di vedere colpito il volontariato e tutto ciò che rappresenta", ha detto ad esempio il cardinale Gualtiero Bassetti. "Si tratta di migliaia di istituzioni senza fini di lucro, che coprono uno spettro enorme di bisogni ed esigenze, da quelle ambientali a quelle sanitarie, da quelle di supporto alla coesione sociale e di contrasto alla povertà a quelle ricreative, culturali ed educative".

Qualcuno sui social (e non solo) ha anche azzardato l’ipotesi che l’obiettivo dell’esecutivo fosse colpire della realtà sociali e civiche vicine alla sinistra. Del resto è difficile comprendere la ratio di una norma che porta ben pochi introiti nelle casse dello Stato (158 milioni nel 2019), ma colpisce indiscriminatamente chi aiuta i più deboli.

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