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Cronaca Rignano sull'Arno

Suoceri 'terribili' nel Valdarno: droga nell’auto della nuora per farla lasciare dal figlio

Condannati i 'suoceri' dopo che avevano tentato di screditare la nuora per far ottenere al figlio la custodia esclusiva della nipotina. Condannati anche un poliziotto e un detective privato

Ai suoceri quella 27enne brasiliana non piaceva né per il figlio né per l’educazione della loro nipotina. Così decisero di screditarla architettando un piano in modo che venisse lasciata dal figlio, convivente, e perdesse i diritti in merito all’educazione della bambina. Un sotterfugio, mettere della droga nell’auto della donna, per cui furono assoldati anche un poliziotto e un detective privato.

Per questo ieri il giudice Antonio Banci ha condannato, con rito abbreviato, una coppia di Rignano sull’Arno: due anni e otto mesi alla moglie e due anni e sei mesi al marito. Quest’ultimo ha perfino accusato un malore in aula, tanto che è stato necessario l’intervento del 118.

Condannati anche l'investigatore privato che avrebbe coordinato il piano, a 3 anni e 8 mesi, e un poliziotto della questura di Prato, a 3 anni e 6 mesi, che lo avrebbe spalleggiato e che segnalò ai colleghi l'auto 'sospetta', facendo scattare la trappola. Il giudice inoltre ha stabilito una provvisionale di 70.000 euro. Il pm Luigi Bocciolini aveva chiesto cinque anni di carcere per tutti gli imputati. L'inchiesta aveva portato a formulare le accuse, a vario titolo, di calunnia, intercettazioni telefoniche e spaccio di droga. Nel processo, tra l'altro, i nonni avrebbero confermato di aver avallato il piano di piazzare droga nella vettura della convivente del figlio, assistita nel processo dall'avvocato David Ermini: ma, hanno detto, per loro doveva essere una quantità tale da ipotizzare un presunto utilizzo personale, e non per circa 2.000 euro di valore, come invece fu, e che avrebbe dimostrato una detenzione a fini di spaccio. Ignaro della trama il figlio dei due coniugi, i quali stanziarono una somma di circa 40.000 euro per finanziare tutta l'operazione di discredito della nuora.

La vicenda emerse nel luglio scorso da un controllo della polizia fatto proprio, su suggerimento dell'agente condannato, alla vettura della brasiliana mentre era in sosta presso la piscina Hidron di Campi Bisenzio. La donna andò sotto choc e ipotizzò per prima che qualcuno gli poteva aver messo la droga; la polizia le credette e avviò indagini; successivamente suoceri, investigatore privato e poliziotto furono arrestati. Vi è stato anche un quinto indagato, un carrozziere, accusato di favoreggiamento per aver posizionato e rimosso un Gps nell'auto della brasiliana su richiesta del detective, inizialmente incaricato dai suoceri di seguire i movimenti della donna: l'artigiano oggi è stato prosciolto.
 

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