La strage dietro le sbarre / Sollicciano

Un altro detenuto suicida a Sollicciano

Ennesimo episodio: la vittima un ventenne che si è impiccato in cella

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Un altro suicidio a Sollicciano: oggi un detenuto 20enne si è tolto la vita, secondo quanto si apprende, impiccandosi nella propria cella mentre si trovava da solo. Il giovane, di origine tunisina, avrebbe dovuto finire di scontare la pena a novembre del prossimo anno.

Scoppia la rivolta: fuoco dalle celle, forze dell'ordine sul posto / FOTO - VIDEO

“Grande dolore per la giovane vita spezzata oggi a Sollicciano, l’ennesima tragica morte in un istituto penitenziario. Da tempo denunciamo le drammatiche condizioni del carcere di Sollicciano: è necessario intervenire su una situazione che non può più essere ignorata dal governo, rispetto a un sistema che è ormai al collasso e a una struttura come quella di Sollicciano nella quale il contesto estremamente problematico porta al peggioramento delle condizioni di disagio”, il commento della sindaca Sara Funaro.

VIDEO / Le immagini della rivolta al carcere

È la terza vittima in una sola giornata nelle carceri italiane, con il conto che ha superato quota 50: oggi è infatti morto al Policlinico di Pavia un detenuto 19enne che nei giorni scorsi aveva cercato anche lui di impiccarsi nel penitenziario pavese di Torre del Gallo. Stessa sorte a Livorno dove è deceduto un 35enne che si trovava in coma dopo il tentato suicidio avvenuto tra il primo e il 2 luglio scorso; a denunciarlo il sindacato della polizia penitenziaria, Spp.

Sulle condizioni del carcere fiorentino era intervenuto questa mattina il consigliere di Sinistra progetto Comune Dmitrij Palagi insieme a Massimo Lensi (Associazione Progetto Firenze): “Acqua in sezione a singhiozzi, insetti vampiri e ascensori rotti rappresentano da anni la normalità conosciuta e rimossa. Si notano più in questi giorni soltanto perché è estate. Sollicciano è pieno di marginalità e umanità dimenticata, di detenuti stranieri che, per il ministro Nordio, dovrebbero essere estradati nei loro paesi di origine per fare spazio ad altri nuovi reclusi, meglio se italiani naturalmente”. 

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