Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Striscione contro la nuova maglia della Fiorentina: "No al giglio dei Pontello"

Lo striscione lascia intendere che ci saranno numerose contestazioni legate alla scelta di rispolverare il giglio alabardato che venne utilizzato negli anni Ottanta, sotto la presidenza Pontello

Foto dalla pagina Facebook Curva Fiesole

Uno striscione contro le nuove maglie della Fiorentina è apparso ieri, al cavalcavia delle Cure, in occasione della partita di Fiorentina-Espanyol. "Ma quali social e sondaggi. No al giglio dei Pontello. La storia della Fiesole merita rispetto" si legge sul lungo striscione scritto di rosso e viola e firmato unonoveduesei.

La vera storia del "giglio alabardato"

Lo striscione lascia intendere che ci saranno numerose contestazioni legate alla scelta di rispolverare il giglio alabardato che venne utilizzato negli anni Ottanta, sotto la presidenza Pontello.

Perché i tifosi "odiano" il giglio alabardato dei Pontello?

Nel 1980 i Pontello, famiglia di costruttori fiorentini, acquistarono la Fiorentina. L'anno successivo la proprietà decise di apportare alcune modifiche: la maglia assunse un colore viola più lucido, l'inno suonato allo stadio diventò "Alè Fiorentina", ma soprattutto il giglio fu stilizzato. Un fatto che, allora come oggi, fece molto discutere.

Si tratta proprio del simbolo "ripescato" dalla famiglia Commisso e tornato così sulle maglie per la stagione 2021/2022. Nel 1981/82, prima stagione con il nuovo giglio alabardato, una Fiorentina ricca di campioni (acquistò Graziani, Pecci e Massaro che si aggiunsero ad Antognoni, Galli e Bertoni che già ne facevano parte) sfiorò lo scudetto, soffiato all'ultima giornata dalla Juventus, rivale di sempre. Fu da lì che i fiorentini coniarono lo slogan "Meglio secondi che ladri".

Nella seconda metà degli anni '80 l'impegno Pontello si indebolì lentamente, fino a portare i tifosi ad una dura contestazione che culminò con gli scontri avvenuti a Firenze per la cessione di Roberto Baggio alla Juventus. L'operazione fu annunciata il 17 maggio 1990, proprio all'indomani della finale di coppa Uefa persa dalla Fiorentina ancora una volta contro i bianconeri. 

I fiorentini non perdoneranno mai quella cessione ai Pontello, che da lì a un mese cedettero la società all'imprenditore cinematografico Mario Cecchi Gori. Nelle settimane successive i tifosi della Fiorentina vissero come una liberazione l'uscita di scena dei Pontello: da quel momento a Firenze sventolavano bandiere viola con un buco al centro, dove precedentemente figurava proprio il giglio alabardato, indentificato come il simbolo dei Pontello ed eliminato dai tifosi. Una pratica che scimmiottava in qualche modo quanto avvenuto l'anno precedente in Romania (con le dovute ed evidenti differenze), dove una massiccia protesta di piazza portò alla fine del dittatore Nicolae Ceau?escu: al centro della bandiera fu tagliato proprio il simbolo del regime.

Da quel momento in poi il logo alabardato della Fiorentina fu accantonato e mai riutilizzato, mentre allo stadio come inno ufficiale tornò a suonare quello di Narciso Parigi.

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