Giovedì, 16 Settembre 2021
Cronaca

Stalking, offese e minacce alla ex: carabiniere sospeso dal servizio

Indaga la procura. Il giudice: "Non si avvicini alla donna"

Un carabiniere è indagato a Firenze per stalking e danneggiamento ai danni della sua ex. Intanto il giudice lo ha interdetto dall'attività professionale per sei mesi e gli ha ordinato di non avvicinare la donna.

Quest'ultima, inizialmente, non voleva neppure rivelare il nome del suo persecutore, “per il ruolo che ricopre”. Proprio perché all'angoscia e alla pena di ritrovarsi bersaglio di uno stalker - molestata, minacciata, vilipesa - si sommava la paura per il fatto che il suo ex compagno, lo stalker, fosse un militare.

Così, la scorsa primavera, quando davanti all'azienda dell'hinterland fiorentino per cui lei lavora arrivano proprio i carabinieri, chiamati dai sanitari del 118 che poco prima l'hanno trovata svenuta “a seguito di un malore causato da una discussione col proprio compagno”, la prima, preoccupata reazione della donna in lacrime è quella di chiedere loro: “a quale stazione appartenete?”.

E pur non trattandosi di colleghi di stazione, la donna preferisce minimizzare l'accaduto e rifiuta di farsi visitare in ospedale. “Non mi ha percosso né minacciato” dice ai militari dell'Arma, spiegando che c'era stata soltanto una “discussione accesa” col suo ormai ex compagno, perché il loro rapporto stava finendo dopo circa 4 anni. E aggiungendo che lui si era già presentato sul suo luogo di lavoro, qualche tempo prima, sempre per discutere con lei.

Un mese dopo, però, tutto cambia. Perché l'ex compagno sta dando vita a una pesante escalation di minacce e offese nei suoi confronti. Ci sono i messaggi Whatsapp, a testimoniarlo: “Spero arrivi il momento di essere faccia a faccia da soli, codarda di una cagna. Lì sarà il mio momento e non me ne fotterà neanche se ci sarà tuo figlio, tr...a”. “Sto arrivando”, “Sei proprio una schifosa. Saremo faccia a faccia e soli tra poco e saranno ca...i tuoi e dei tuoi peccati”, “Sei una cagna... una vacca...”, “Vorrei picchiarti ma la me...a schizza”. E c'è anche, finalmente, la testimonianza della stessa vittima ai carabinieri.

La donna si è infatti convinta che dell'Arma si può fidare. Che i carabinieri sono dalla sua parte, non da quella di chi potrebbe, oltre ad aver commesso un reato, aver infangato la loro divisa. E fa partire la querela.

Così, quando racconta di aver trovato le gomme dell'auto squarciate, quelle dello scooter sgonfie e di aver letto sullo stato di WhatsApp del suo ex frasi come “Puffffffffff a volte vanno giù”, i militari coordinati dai pm Giacomo Pestelli e Alessandro Piscitelli della procura di Firenze possono subito andare a estrapolare i dati del gps installato per fini assicurativi nell'auto del sospettato, ipotizzando che sia passato dalle parole ai fatti. E scoprendo che la notte del danneggiamento l'auto del carabiniere era molto vicina a quella della vittima.

Vittima alla quale, adesso, il militare non può avvicinarsi. Accogliendo la richiesta dei pubblici ministeri, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Firenze Angelo Antonio Pezzuti ha infatti emesso nei suoi confronti un'ordinanza con cui applica il divieto di avvicinamento alla casa, al luogo di lavoro e all'abitazione dei genitori della donna, oltre a vietargli ogni comunicazione con la stessa. Il giudice ha inoltre sospeso il carabiniere dalla sua attività professionale per sei mesi.

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