Viaggio nella mensa dei poveri, il racconto: “Perdendo il lavoro ho perso tutto”

La Caritas diocesana dà più di mille pasti al giorno in tutta Firenze

La mensa dei poveri

Arianna, nome di fantasia, ha circa 80 anni e non ha figli: “Vengo qui perché la solitudine è brutta”.  Lavorava come maestra ma dopo aver educato per anni i bambini si è trovata da sola, e qui quotidianamente trova un amico con cui raccontarsi. Lei è solo una delle persone che ogni giorno arriva alle 12 alla mensa di Piazza SS. Annunziata.

Altra storia è quella di Giovanni (chiameremo così il 70enne): “Sono venuto qui perché avevo fame, ho perso il lavoro e la casa 8 anni fa e adesso dormo sotto le stelle. Mi avvicinai alla Caritas con  Occupy Firenze nel 2011 (gli indignati fiorentini organizzarono uno spazio cittadino in piazza e si accamparono con tende lì per giorni, ndr), poi vedevo che c’era una fila e chiesi cosa davano: il cibo”. “Da 8 anni - continua Giovanni - vengo qui e ci sono sempre 6 primi diversi ogni giorno, questo luogo è grande”.

Elisabetta è la responsabile della mensa San Francesco poverino. E' l’anima di questo ritrovo. Ha un cuore grande, e ci mette impegno e dedizione: proprio lei ha trovato il cuoco del refettorio Bekim Plavci. “Da oltre 20 anni lavoro con lei – spiega Plavci”.

Isabella e il cuoco della mensa-2 

Elisabetta (al centro) e il cuoco Bekim Plavci

Intervista al direttore della Caritas

Alessandro Martini, direttore della Caritas quando è nata questa mensa?

“La mensa San Francesco poverino è un luogo storico della città. Anticamente era un oratorio. Nel 1949, su iniziativa del Cardinale Della Costa, fu trasformata in una mensa da destinare agli studenti e dipendenti delle università qui intorno, allora le suore laiche dell’opera ritiri si occupavano della mensa. E sopra venivano a dormire i sacerdoti che arrivavano da lontano.”

E come si è arrivati a oggi?

“Nel 2006 la Caritas iniziò a occuparsi della mensa del centro città, qui mangiano circa 120 persone. Abbiamo un grande refettorio in Via Baracca dove ogni giorno serviamo 400 pasti ed inoltre ci sono 8 piccole mense di quartiere. In tutto sfamiamo circa 1000 persone al giorno a Firenze.”

Chi arriva alla mensa?

“Uomini, donne, giovani, anziani: le persone più diverse. Stanno aumentando i giovani. Inoltre ci sono sempre più italiani e meno stranieri. Per molti anziani la mensa non è solo un piatto di pasta è un momento di socializzazione, la povertà per noi è la solitudine. Il pasto è un pretesto per conoscere problemi e dare un aiuto concreto.”

E’ vero che i nuovi poveri sono i padri divorziati?

“C’è un incremento del numero di divorzi e separazioni a tutte le età. Quando le famiglie si sbriciolano è un dramma. Spesso è il padre a andare fuori casa: o torna nella famiglia di origine o cerca un affitto, ma è difficile trovarlo. Alla fine dormono dove possono. A volte li troviamo qui, ma non sono tantissimi.

Chi lavora al refettorio?

“Volontari e lavoratori della fondazione Caritas. In SS. Annunziata ci sono sei operatori volontari ogni giorno circa una 40ina tra pensionati, lavoratori con il giorno libero, giovani, universitari americani che fanno assistenza da noi. E giovani della scuola Saffi. Quando qualcuno viene colpito da sospensione, invece di starsene a casa, viene a fare servizio qui - continua Martini -. Ci sono poi volontari ‘speciali’ inviati con la cosiddetta legge della messa alla prova, cioè l’impiego dei servizi sociali sostitutivo delle pene più o meno lievi che sono comminate dai giudici.”

Come si fa a accedere al servizio?

“Diamo una tessera gratuita nominativa che permettere di usufruire anche delle docce di Via Baracca e del deposito bagagli per le persone senza fissa dimora. Sono circa 2mila i senzatetto che vengono rifocillati ogni notte dai gruppi Caritas delle parrocchie, dalla Croce Rossa e la Misericordia.”

Cosa farete per Natale?

“Il 25 dicembre ci impegneremo come tutti i giorni, quando uno è solo è solo tutto l’anno. In questi giorni abbiamo tantissime richieste di volontari per aiutarci il giorno di Natale, se li prendessimo tutti avremmo più volontari che utenti. La povertà non c’è solo per Natale. Inoltre ci sono diversi ristoranti di Firenze che aprono per i poveri proprio il 25 dicembre."

Altre iniziative?

“Sempre il 25 saremo con la comunità di Sant’Egidio e l’arcivescovo Betori al pranzo di Natale nella basilica di San Lorenzo. Inoltre venerdì 21 dicembre terremo la mensa chiusa e pranzeremo assieme al consiglio regionale toscano in Via Cavour, in questo modo i poveri si sentiranno più vicini alle istituzioni.”

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