Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Spari all'Isolotto, l'ex calciante: "Non volevo far male a nessuno" / VIDEO

La dinamica di quanto accaduto nel quartiere dell'Isolotto

Il capo della squadra mobile Antonino De Santis

"Non volevo fare male a nessuno" sono le poche parole che Rolando Scarpellini si è sentito di pronunciare durante l'interrogatorio di stamani al termine del quale è stato sottoposto a fermo con le accuse di minacce aggravate, ricettazione e porto illegale di armi da fuoco. L'ex calciante, che ha militato nelle frange dei Rossi e poi in quelle dei Bianchi, ieri ha messo a soqquadro un quartiere intero - l'Isolotto - dopo aver esploso cinque colpi in aria in un impeto di rabbia. Colpi, nel pomeriggio la scientifica ritroverà cinque bossoli e un proiettile inesploso, sparati nel piazzale di un magazzino di Via Andreotti dove l'uomo ha un fondo ad uso lavorativo. E' stato lo stesso 48enne a indicare agli agenti della squadra mobile fiorentina, diretti da Antonino De Santis, il luogo dove aveva seppellito le due pistole utilizzate e una sessantina di proiettili. Una delle due semiautomatiche, una calibro 45 e una 22, è peraltro risultata rubata nel 2013 in un'abitazione di Montespertoli. 

DINAMICA
L'ex calciante, volto noto alle cronache perché nel 1999 fu coinvolto in un regolamento di conti fra calcianti terminato con degli spari alla Montagnola, avrebbe perso la ragione per motivi legati a stress personali. Ieri si sarebbe recato alle 12 nel bar di Piazza Isolotto. Dopo un paio di aperitivi avrebbe iniziato a discutere con un'amica e una collega di lei. Attimi procellosi durante i quali si sarebbe strappato la maglia che indossava - una t shirt del calcio in costume - e avrebbe colpito la donna con un colpo al volto. La vittima, colpevole di essersi messa in mezzo ad una discussione, riporterà una prognosi di dieci giorni. 

Secondo la ricostruzione, lo Scarpellini dopo essersi allontanato sarebbe tornato una seconda volta in quello stesso bar con in pugno una pistola. Dinamica, quest'ultima, che però il 48enne ha negato durante l'interrogatorio in questura. Quindi sarebbe arrivato fino alla ditta dove avrebbe ammesso di aver esploso dei colpi in aria. Uno sfogo vulcanico dopo il quale si è diretto verso casa dei genitori, all'angolo tra Via Canova e Via Pio Fedi. Qui ha sentito le sirene della polizia, così ha strisciato come un militare lungo le siepi dei giardini condominiali. Pochi attimi in cui ha perso chiavi e telefono cellulare sul sentiero. Proprio il segnale attivo dello smartphone ha fatto sì che l'Unità operativa di pronto intervento (Uopi) decidesse di fare irruzione credendo che Scarpellini si fosse barricato in casa armato. 

Il 48enne, sposato e con figli, si era invece indirizzato sull'argine dell'Arno. Qui avrebbe trascorso alcune ore nascosto nella vegetazione, per poi tornare con il favore dell'oscurità nei pressi di Via Fedi dove si è riparato dietro delle siepi.

Stamani la caccia all'uomo si è chiusa quando il 48enne ha scelto la via della resa. Dopo aver contattato una conoscente le ha fatto telefonare a un agente che conosceva per vicende pregresse. Quindi è stato prelevato nell'abitazione dei genitori e accompagnato in Via Zara dove è stato sottoposto a interrogatorio. Adesso si trova in carcere.

CRONISTORIA E LE PAROLE DEL DIRIGENTE DELLA POLIZIA 

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