Cronaca

Spaccio di droga e riciclaggio: denaro all'estero via WhatsApp / VIDEO

Scoperti sportelli bancari occulti nel centro storico. Disposte quattordici misure cautelari

Riciclaggio di denaro via WhatsApp. Un escamotage studiato da due famiglie marocchine che avevano messo in piedi delle banche abusive per trasferire capitali in Marocco con "sportelli" in Via della Scala e Via Maso Finiguerra. Solo tra il 2017 e la chiusura delle indagini, nel 2018, si stima che siano stati trasferiti circa 5 milioni di euro. Denaro dalla probabile provenienza illecita, reinvestito spesso nel mercato immobiliare, che si suppone derivasse anche dalle attività di spaccio di stupefacenti. Il gip Anna Donatella Liguori ha quindi dato esecuzione a 14 misure cautelari (7 destinatari di custodia cautelare in carcere, 2 agli arresti domiciliari e 5 ai quali è stato prescritto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria) con le accuse, a vario titolo, di riciclaggio, ricettazione e sequestro di persona. 
 

IL PASSAGGIO DI DENARO

I finanzieri sono riusciti a scoprire il meccanismo dopo una segnalazione della Banca d'Italia. Il sistema voleva eludere i controlli sulle transazioni. In pratica quando i "clienti" si presentavano ai due sportelli, celati dietro una macelleria e un'attività per il turismo, il denaro venivano ritirato dagli arrestati. A loro volta questi inviano una sorta di bonifico, un'attestazione, con somma e intestatario attraverso il noto sistema di messaggistica ad altre due filiali occulte nei dintorni di Casablanca che rilasciavano il denaro a parenti e fidati dei clienti. Ovviamente il passaggio aveva dei costi di commissione fino al 20 per cento. I servizi finanziari, poi, oltre che presso i due “sportelli” del centro storico, potevano essere ottenuti anche altrove; le indagini hanno accertato che alcune operazioni “bancarie” si svolgevano presso punti di ritrovo nei quartieri di Campo di Marte e Gavinana-Galluzzo. 

Oltre alle misure cautelari, le fiamme gialle hanno eseguito 36 perquisizioni domiciliari/locali nelle province di Firenze, Brescia, Massa Carrara e Lucca. Ventitré le persone indagate, residenti, oltre che a Firenze, nei comuni di Fucecchio, Sesto Fiorentino, Signa, Figline Valdarno, San Casciano Val di Pesa, Massarosa (LU), Massa (MS) e Desenzano del Garda (BS).

LA CONSEGNA DEL DENARO FILMATA DALLE VIDEOCAMERE

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