Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Estesa di quasi 5 anni la missione "Juno" della Nasa, ha tecnologia prodotta a Campi Bisenzio

Doveva terminare nel 2021, contribuisce alta tecnologia prodotta nel sito Leonardo

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Lavorerà per altri quattro anni e nove mesi, oltre la sua vita prevista, la sonda della NASA Juno che dal 2016 si trova nell'orbita polare del più grande pianeta del Sistema Solare: Giove. Lo riporta l'Agenzia AskaNews.

"Un comitato di revisione indipendente, composto da esperti con esperienza in scienza, operazioni e gestione delle missioni, ha dichiarato che Juno ha prodotto una scienza eccezionale e ha raccomandato alla NASA di continuare la missione", scrive l'agenzia.

A bordo della sonda lanciata il 5 agosto 2011 trovano posto numerosi strumenti scientifici, tra cui due a partecipazione italiana con supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI): lo strumento JIRAM, realizzato in Italia dalla Leonardo e guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF); e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-band Translator), realizzato da Thales Alenia Space e guidato dall'Università La Sapienza di Roma.

Lo strumento JIRAM, il "cuore di JUNO", e il sensore d’assetto stellare sono stati realizzati nel sito Leonardo di Campi Bisenzio.

"Il cuore di JUNO è lo spettrometro JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), realizzato da Leonardo a Campi Bisenzio e operato sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS) dell’INAF. Concentrato della migliore tecnologia italiana, JIRAM permette di acquisire simultaneamente immagini ed informazioni spettrali nell'infrarosso attraverso l'uso di un doppio piano focale, consentendo di osservare a distanza ravvicinata Giove per capirne formazione, evoluzione, struttura. JIRAM appartiene a una famiglia di strumenti realizzati da Leonardo già ampiamente collaudati su altre missioni spaziali internazionali quali Rosetta e Venus Express di ESA e Dawn e Cassini della NASA. L’evoluzione di questo strumento è a bordo della sonda BepiColombo, che è stata lanciata nel 2018 per studiare il pianeta Mercurio. Eccellenza dello stabilimento toscano di Leonardo anche la “bussola” della missione JUNO: il sensore d’assetto Autonomous Star Tracker, che ha guidato la sonda per quasi 3 miliardi di chilometri verso l’orbita gioviana e che continuerà a fornire informazioni fondamentali per mantenere la rotta prestabilita", come sottolineano fonti interne alla stessa Leonardo.

La sonda Juno e il suo team di missione - ricordano Asi, Inaf e Sapienza in una nota - hanno fatto scoperte sulla struttura interna, sul campo magnetico e sulla magnetosfera di Giove e hanno compreso che le sue dinamiche atmosferiche sono molto più complesse di quanto gli scienziati pensassero in precedenza.

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