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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il caso

Alia nega l’accesso agli atti e la sinistra si rivolge al tribunale

La richiesta riguardava le retribuzioni e i benefit della dirigenza. Aperta raccolta fondi per le spese legali

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Alia nega nuovamente un accesso agli atti e la sinistra (Sinistra progetto comune, Rifondazione, Potere al popolo e Possibile) si rivolge al Tar, aprendo anche una raccolta fondi per coprire le spese legali. L’ultima richiesta in ordine di tempo riguarda le retribuzioni e i benefit della dirigenza. “Riteniamo che al centro della campagna elettorale fiorentina si discuta di bollette e servizi essenziali. Il tema non riguarda solo la quotazione in borsa della multiutility. Il ricorso presentato al Tar ha una valenza fondamentale, in termini di trasparenza e diritti di informazione per tutta la cittadinanza”, attaccano i consiglieri comunali Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, ricordando come in Palazzo Vecchio abbiano ribadito più volte “quanto sia fondamentale per chi ha una funzione di controllo poter accedere alle informazioni, con precisi vincoli sull’uso che si può fare delle stesse. Però non avevamo più altra strada, a fronte di pareri tecnici e politici che ci hanno sempre rafforzato nelle nostre convinzioni”.

I due consiglieri comunali sottolineano come “per cinque anni abbiamo tentato di chiedere documenti ad Alia, al centro dell’operazione multiutility. Già quando si occupava ‘solo’ di servizi ambientali, con il Comune di Firenze socio al 58%, ci negava sistematicamente la possibilità di avere la documentazione richiesta con accesso agli atti. Persino il piano industriale ci è stato negato. Anche ora ci sono sempre soci pubblici, anche se Palazzo Vecchio è diventato socio di maggioranza relativa”.

E così dopo l’ultimo diniego è arrivato il passaggio alle vie legali. “Una scelta che però costa. E siccome la nostra decisione è politica, abbiamo scelto di chiedere alle persone di sostenerci, per fare di questa causa una questione collettiva”. In caso di vittoria e recupero spese, che si aggirano attorno ai 2.500 euro, la somma sarà devoluta a Medicina Democratica, per le campagne contro le morti sul lavoro.

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