Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Carabinieri, un fiorentino ai vertici del primo sindacato

Intervista a Massimiliano Zetti, Segretario aggiunto del Sim: "Basta processi mediatici contro di noi"

Si chiama "Sim" il primo sindacato dei militari in Italia che domani a Roma farà la sua prima uscita pubblica. Nato da un'iniziativa dei carabinieri, l'assemblea fondativa ha eletto ai vertici il luogotenente Massimiliano Zetti: è Segretario generale aggiunto, di fatto il numero due dell'organismo. 51 anni, fiorentino di nascita, è sposato ed ha due figli. 

Com'è nata l'idea di istituire un sindacato dei carabinieri?
Nel mondo militare esiste da decenni, sempre però impedita dalle leggi e dai regolamenti militari. Nel 2018 la Corte Costituzionale, ribaltando una sentenza di quasi vent'anni prima, ha sancito la legittimità anche per i militari, citando una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in tal senso: in molti paesi dell'Unione europea i sindacati esistono da tempo. 

Quali sono le prime rivendicazioni che farete come sindacato?
Abbiamo moltissime idee. Sicuramente far ritrovare una serenità agli operatori della sicurezza, soprattutto a coloro che operano sulla strada e non solo sotto l'aspetto delle dotazioni. Poi analizzare il fenomeno dei suicidi tra gli appartenenti delle forze dell'ordine: proprio nelle scorse ore è avvenuto il quarto decesso del 2019 di un appartenente alla Polizia penitenziaria. Occorre poi sanare i danni prodotti dal riordino delle carriere operato dal governo nel 2017, risolvere la questione della previdenza complementare, del trattamento di fine servizio, del contratto scaduto e tanto altro ancora. 

C'è qualcuno o qualcosa che ha provato ad ostacolarvi?
Devo ammettere che nessuno all'interno o all'esterno dell'Arma ha provato ad ostacolarci. Piuttosto mi preoccupa la fase dell'iter legislativo che regolamenterà i sindacati militari e che decreterà la fine dell'obsoleto strumento della rappresentanza militare fino ad oggi in vigore. Alcune forze politiche, sempre pronte a dichiararsi dalla parte delle forze dell'ordine, hanno pregiudizi nei confronti del sindacato: dimostrino di ascoltarci approvando una legge che ci dia competenze più ampie possibili. Un buon compromesso sarebbe una simile a quella sulla Polizia di Stato.

Sentite che fino ad oggi sono stati violati alcuni vostri diritti? Lo Stato vi ha abbandonato?
Non credo sia il caso di parlare di violazioni di diritti. Diciamo che lo Stato non deve essere distratto quando si tratta di difendere i guardiani della sicurezza quali sono le forze dell'ordine. Un recente libro dal titolo "Sbirri, maledetti eroi" indica in maniera perfetta il duro lavoro quotidiano di chi svolge questo mestiere.  

Com'è maturata la scelta di chiedere di fare il Presidente a Capitano Ultimo, l'uomo che fece arrestare Totò Riina?
Il Colonnello De Caprio è uomo di altissimi valori etici e morali, che da anni si occupa degli ultimi, dei diseredati, dei più deboli, un uomo che ha per riferimento Carlo Alberto Dalla Chiesa e Gesù di Nazareth e che ha fatto della tutela dei diritti e della lotta alle discriminazioni e ai privilegi una sua missione di vita. Ed ha pagato personalmente anche per questo. Chi meglio di lui poteva assumere la figura di Presidente di un sindacato? Ogni volta che ho a che fare con lui sono affascinato dalla sua umiltà, dallo spirito di fratellanza, mai animato da spirito di rivalsa: l'idea di dove lavorare al suo fianco da una parte mi inorgoglisce, dall'altra mi impensierisce per la paura di non essere all'altezza della situazione.

Com'è strutturato il sindacato?
Sabato scorso è stata eletta la segreteria nazionale composta dal Segretario generale Antonio Serpi, dal sottoscritto come Segretario generale aggiunto e da nove segretari nazionali oltre all'Ufficio di Presidenza composto da un Presidente e un vice. In tutto il territorio sono poi previste le segreterie regionali, provinciali e locali, nonché i responsabili di dipartimenti tematici

A Firenze ci sono stati alcuni casi discussi con i carabinieri protagonisti: su tutti Magherini e la violenza denunciata dalle americane. Che ne pensate?
Noi essendo uomini di legge e dello Stato rispettiamo e ci rimettiamo sempre alle decisioni dell'Autorità Giudiziaria sia quando sono di condanna che di assoluzione. Nel pieno rispetto della Costituzione lavoreremo perché processi si svolgano nelle aule giudiziarie e non sui giornali o sulla tv, dove spesso non c'è neanche la possibilità di contraddittorio.

E sul caso della bandiera neonazista esposta in camera da un militare in una caserma di Firenze?
Il caso in questione è stato puramente mediatico e amplificato dall'onda emotiva del momento. Si è poi sgonfiato da solo: l'Arma ha accertato che non si trattava di una bandiera nazista assolvendo il militare coinvolto, accogliendo il ricorso gerarchico all'iniziale sanzione disciplinare che era stata comminata.

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