Sindacati: 227mila iscritti alla Cisl Toscana

I numeri emersi alla conferenza regionale dei servizi

227 mila iscritti (134 mila attivi e 93 mila pensionati), 103 sedi sul territorio, oltre 400 mila pratiche fiscali, previdenziali o sociali svolte. Sono alcuni dei numeri che illustrano la presenza e l’attività della Cisl in Toscana, presentati oggi a Firenze dove si svolge la Conferenza regionale dei servizi, che sono tanti e differenti e sempre più dovranno costituire ‘una rete’ che il sindacato mette a disposizione per difendere, sostenere e promuovere iscritti e cittadini.

“Perché – ha spiegato nell’intervento di apertura il segretario generale Cisl Toscana, Riccardo Cerza – se il compito primo di un sindacato è contrattare condizioni migliori per lavoratori e pensionati, un sindacato moderno dev’essere anche in grado di offrire tutela individuale, per far fronte alle esigenze di una società complessa e di un mondo del lavoro profondamente cambiato. E’ anche così che ci prendiamo cura di disoccupati, giovani, lavoratori atipici e precari, lavoratori espulsi dal processo produttivo e in cerca di una nuova occasione, persone alle prese con i problemi della casa, consumatori, nuovi italiani. Siamo e vogliamo essere sempre più un punto di riferimento sul territorio per le nostre comunità.”

Per far questo la Cisl ha promosso negli anni la nascita di una serie di enti ed associazioni specifiche, che anche in Toscana sono sempre più radicate e presenti. Basta dare uno sguardo all’attività del Patronato Inas (86 sportelli e 169 mila pratiche svolte in Toscana nel 2017) o dei Caf (87 sedi, 118 mila dichiarazioni dei redditi nel 2018, oltre a 55 mila attestazioni Isee, 11mila modelli RED e oltre 10mila altre pratiche). E poi gli impegni di Adiconsum, Anolf, Anteas, Ial, Iscos, Sicet, Sindacare, Sportello lavoro.
Una rete di servizi a disposizione di tutti i toscani, ma in primo luogo degli iscritti Cisl, che sono tornati in termini numerici ai livelli pre-crisi, con un incremento, tra il 2013 e il 2017 (ultimo dato disponibile) del 2,4% tra i lavoratori attivi e una parità quasi perfetta tra donne (49%) e uomini; le categorie più numerose, dopo i pensionati, sono quelle di commercio e servizi (Fisascat, 26.360 iscritti), edilizia (Filca, 15.879), lavoro pubblico (Fp, 15.129), Scuola (14.568).

“Per rappresentare vecchi e nuovi bisogni – ha detto la segretaria organizzativa regionale, Francesca Ricci - occorre cambiare passo e agire contestualmente su due piani: da un lato, rafforzare la nostra presenza nei luoghi di lavoro, nelle comunità locali (dove si declina il welfare di prossimità) e rafforzare la “prima linea dei servizi”. Allo stesso tempo, tuttavia, è necessario rafforzare le sinergie fra chi è presente nei luoghi di lavoro, chi si occupa della contrattazione sociale sul territorio e chi opera nei servizi.”
 

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