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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Isolotto e Mantignano: cattivo odore dalla fabbrica, il caso finisce in Procura

Esposto di un residente per i miasmi dell'impianto Silo, finito sotto la lente dopo l'incendio di un anno fa: "Basta con la puzza"

Un odore sgradevole, che in alcune giornate raggiunge il nauseabondo. I residenti non ne possono più, così hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica. Torna a far parlare di sé la fabbrica Silo di San Bartolo a Cintoia, che produce mangimi, fertilizzanti e biocarburanti.

Gli effetti degli impianti, da sempre noti nella zona, erano finiti sotto la lente un anno fa, in seguito all'incendio divampato all'interno dello stabilimento: un episodio che aveva provocato odori fortissimi soprattutto nelle zone dell'Isolotto e di Mantignano.

Le istituzioni, dal Comune al Quartiere 4 passando per l'Arpat, si mossero allora per le verifiche sull'inquinamento provocato da quel fatto. Ma gli episodi di odore acuto, secondo quanto hanno riferito i residenti, sono continuati nel tempo. Così uno di loro, Giorgio Politi, ci ha messo la faccia e si è rivolto alla Procura: "Basta con la puzza", ha scritto su Facebook.

Nell'esposto che ha pubblicato sul social network si legge che la situazione va avanti dal 2009 e che "l'inquinamento olfattivo derivante dalla fabbrica è andato via via aumentando nel corso degli anni, con alti e bassi dipendenti dalle condizioni climatiche (vento, temperature, pioggia)".

Il residente, che riferisce di "centinaia di segnalazioni" effettuate negli anni alle varie istituzioni, chiede "se l'inquinamento sia effettivamente solo olfattivo, o ci sia anche dell'altro". Il carteggio inviato alla Procura fa anche esplicito riferimento ad una moria di pesci verificatasi negli stessi giorni dell'incendio del 2020. Per questo si chiede una valutazione.

L'esposto, che richiede accertamenti su eventuali profili penali, ha l'obiettivo di preservare i residenti dai cattivi odori e da ciò che ne consegue. La speranza dei residenti è quella di non continuare ad essere costretti a respirare quella puzza.

Interpellato dal quotidiano La Repubblica, il direttore generale di Silo, Fabio Guidotti, ha rivendicato che la fabbrica, che dà lavoro a 50 persone, "è in regola con l'autorizzazione integrata ambientale" e che "i cattivi odori durano per brevi momenti e sono dovuti a malfunzionamenti o errori". 

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