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Sicurezza dei treni, i familiari delle vittime di Viareggio: “Nessun miglioramento”

Nel giorno delle 3 donne morte a Pioltello l'incontro a Firenze tra i parenti delle 32 vittime e i responsabili della sicurezza sui convogli

Una triste coincidenza. Ieri mattina, poco dopo la diffusione della notizia dell'incidente ferroviario di Pioltello, Milano, con 3 donne morte e centinai di feriti, i familiari delle vittime della strage di Viareggio hanno incontrato a Firenze i vertici dell'Ansf, l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie, che ha sede accanto alla stazione di Santa Maria Novella.

“Purtroppo, come dimostrano gli ennesimi morti, c'è ancora carenza di sicurezza sui treni, a 9 anni dalla strage dove abbiamo perso i nostri cari. Noi lo ripetiamo da tempo, il problema sicurezza deve andare al di là del profitto, si parla di vite umane, non può venire prima il profitto della sicurezza”, dice Marco Piagentini, segnato nel volto e in tutto il corpo dalla strage del 29 giugno 2009, dove perse i due figli piccoli e la moglie, tra le 32 vittime di quel terribile giorno. 

“Ancora una volta, dopo altri morti, dobbiamo commentare cosa si sarebbe potuto fare prima. Dal 2009 ci battiamo per il detettore di svio, un rivelatore che segnala l'uscita del treno dalle rotaie”, prosegue Piagentini, che presiede l'associazione 'Il Mondo che Vorrei', che riunisce i familiari delle vittime di Viareggio.

“C'è una valutazione del rischio per le merci pericolose in Italia?”, chiede Piagentini. “Non abbiamo notizia di alcun cambiamento rispetto alla strage dove abbiamo perso i nostri cari. Due mesi fa a Novara Boschetto si è spaccato un asse su un treno, come a Viareggio, solo per caso non è uscito gas e non si è verificata un'altra strage”.

Il treno deragliato ieri era di Trenord, che su Twitter ha inizialmente parlato di 'inconveniente', scatenando forti critiche. “Si minimizza sempre - commenta Piagentini -. Il processo non ci renderà i nostri cari, ma almeno si riconosca che l'amministratore delegato di turno sia responsabile delle azioni della sua azienda”.

In primo grado per la strage di Viareggio sono stati condannati i vertici di Ferrovie dello Stato. Tra loro c'è l'ex amministratore delegato di FS Mauro Moretti, condannato a 7 anni. Il processo di appello dovrebbe aprirsi a fine 2018, inizio 2019, anche se le accuse per alcuni tra i reati più gravi – incendio colposo, lesioni gravi e gravissime - saranno già cadute in prescrizione.

Ieri al presidio alla stazione c'era anche l'ex ferroviere Riccardo Antonini, noto per essere stato licenziato da Ferrovie. “Perché sono rimasto accanto alle vittime di Viareggio. E' incredibile che i reati per i quali hanno perso la vita, bruciate vive, finiscano in prescrizione”, commenta l'ex ferrovierie.

In serata è uscita anche una nota del Comitato fiorentino No Tunnel Tav. “Il tragico incidente di Pioltello richiama ancora una volta la necessità di investimenti in sicurezza e manutenzione su tutta la rete ferroviaria. Inquieta – scrive il Comitato -, che tutti i treni non siano ancora attrezzati con i sistemi antisvio per l'immediato arresto del treno in caso di fuoriuscita dai binari. Se il treno di Trenord avesse avuto questo apparecchio probabilmente non sarebbe stata una tragedia”.

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