Sicurezza: con i cartelli in strada parte il primo 'comitato di vicinato'

Si parte con via Bolognese, poi Pian dei Giullari, Careggi, Ugnano e Mantignano

È terminata ieri l’installazione della segnaletica e dei cartelli che identificano il comitato di vicinato di via Bolognese, l’unico dei quattro autorizzati in città ad essere ‘segnalato’ con particolari cartelli, il cui logo è stato disegnato appositamente dal coordinatore del comitato di Ugnano. Ne ha dato notizia Palazzo Vecchio.

La segnaletica è stata messa lungo il perimetro dell’area interessata dai controlli e alla conclusione dell’installazione l’assessore alla sicurezza urbana Andrea Vannucci ha incontrato nella piazza alla Lastra i rappresentanti del comitato Samuele Franchini e Gherardo Bologni.

“Il comitato di via Bolognese è il primo ad essere identificato con gli appositi cartelli - ha detto  Vannucci -. A partire da gennaio saranno installati anche nelle zone in cui sono attivi gli altri comitati. Crediamo nell’importanza della segnaletica, la quale ha una forte funzione deterrente verso i malintenzionati, e puntiamo molto sulle relazioni di comunità e sulle reti di vicinato per creare coesione sociale e garantire il senso di sicurezza, reale e percepita. La partecipazione dei residenti attraverso il recupero delle regole di buon vicinato e di attenzione sociale per la propria zona di residenza sono fondamentali per stabilire il senso di sicurezza”.

I quattro comitati di vicinato

Ad oggi i comitati di vicinato sono quattro: oltre a quello di via Bolognese, ci sono quelli di Pian dei Giullari, Careggi, Ugnano e Mantignano con totale di 358 persone coinvolte.

A gennaio poi ci sarà la firma del protocollo con cui diventerà operativo il comitato di via Boffito - via Stuparich, che conta circa 50 persone. I cittadini che vogliono costituirsi in comitato possono mettersi in contatto con l’Ufficio Città sicura del Comune.

"Il progetto ‘Controllo di vicinato’ nasce dal bisogno dei cittadini di supportare le attività istituzionale delle forze dell’ordine e della Polizia municipale, diventando così parte del progetto sicurezza", si psiega da Palazzo Vecchio.

Sicurezza partecipata

“I comitati sono un utilissimo strumento di sicurezza partecipata - ha spiegato Vannucci - attraverso la quale i cittadini possono segnalare le situazioni di criticità alle autorità competenti per consentire loro di intervenire. Si tratta di un controllo di comunità che potrà fornirci informazioni importanti per aumentare il controllo del territorio e realizzare interventi ad hoc”. Ma, assicura Vannucci, "niente a che vedere con le ronde".

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Ogni comitato individua uno o più coordinatori che vengono formati dalla Polizia municipale (alcuni corsi inizieranno a gennaio). La sua funzione sarà di interfacciarsi con la Polizia municipale e le altre forze di polizia per avere informazioni qualificate. Ogni comitato ha un gruppo di WhatsApp all’interno del quale vengono segnalate informazioni, osservazioni e problematiche del quartiere. Sono poi i coordinatori ad interfacciarsi con polizia municipale e forze dell'ordine.

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