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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Siccità, geologi toscani all'attacco: “Negli acquedotti perdite fino al 40%”

La presidente Maria Teresa Fagioli: “Più che i divieti dei Comuni a lavare le auto ed innaffiare i fiori servirebbe una gestione politica migliore”

Una gestione più attenta della risorsa idrica e interventi infrastrutturali che consentano di affrontare meglio le crisi e i periodi di siccità, come quello che sta attraversando la Toscana (che ha già dichiarato lo stato d'emergenza) e l'intero Paese. A chiederlo è l'ordine dei geologi della Toscana, con la presidente Maria Teresa Fagioli.

“In materia di gestione della risorsa idrica, la Regione dimostra di avere ancora molto da imparare da quelle Provincie cui ha prima addossato e quindi sottratto le relative competenze”, attacca Fagioli. Piuttosto che i divieti introdotti da diversi Comuni (con multe per chi viene sorpreso ad innaffiare piante e fiori o a lavare l'auto), la presidente dell'ordine regionale dei geologi chiede una gestione migliore dell'acqua e interventi infrastrutturali anti spreco.

“Manca l’acqua, i fiumi in secca sono inquietanti, ma le ordinanze dei Comuni non riempiono le dighe: meglio una gestione attenta”, prosegue Fagioli, che denuncia come in alcune arre della Toscana “le percentuali di perdite degli acquedotti arrivano al 40%, perdite dovute non a incompetenza o negligenza, ma al mero fatto che costa di meno aumentare i pompaggi che tappare i buchi di una rete di distribuzione colabrodo”.

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