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Sesso, chiede denaro per non diffondere i video sui social network: preso estorsore seriale

Dopo aver mascherato la sua identità si faceva inviare immagini e video dalle sue vittime a cui poi cominciava a chiedere denaro

Da 200 a mille euro era la cifra che pretendeva per non diffondere sui social network video hard delle sue vittime. L’uomo, 41enne fiorentino, si accostava alle sue prede, almeno una sessantina i casi riscontrati dalla polizia postale, tutte donne tra i venti e i 40 anni, dopo aver “studiato” i  loro profili su siti di incontri come Badoo e  Chatta.it. Poi, dopo aver cominciato a corteggiarle, entrava a pieno nella loro vita facendosi aggiungere su Facebook. Il tutto, peraltro, mascherando la sua vera identità con foto del profilo di uomini avvenenti. 

Dopo aver carpito la fiducia delle donne cominciava a richiedere foto di nudo o video di autoerotismo. Contenuti piccanti che salvava sul suo computer per poi cominciare i ricatti. Minacciando, in un caso passando alle vie di fatto, di inviare i contenuti agli Amici Facebook della donna.

Dai riscontri effettuati fino a questo momento dalla polizia, i contanti veniva addebiti su una carta ricaricabile di M.P.. Attraverso una scrupolosa lettura dei tabulati di traffico telefonico, telematico e dei movimenti bancari, gli investigatori sono arrivati all’identificazione dell’uomo e all’identità di numerose vittime residenti in diverse località del territorio nazionale che una volta rintracciate sono state chiamate a presentare denuncia per fatti che, fino a quel momento, avevano tenuto nascosto per pudore.

Nel corso della perquisizione presso l’abitazione dell’uomo la polizia ha rinvenuto documentazione cartacea e informatica attestante un elevato numero di ulteriori vittime dell’estorsore seriale. 

L’uomo era metodico, tanto che aveva catalogato con nome e cognome di ogni vittima i file ricevuti. Ostentando sicurezza: a quelle che tentavano di ribellarsi spiegava che nel caso fosse stato arrestato se la sarebbe cavata con una sanzione pecuniaria. Tra le giustificazione che usava per farsi inviare il denaro è che ne avesse bisogno per la “sorella disabile”, fatto che dalle verifiche è risultato essere falso. Attualmente si trova recluso presso il carcere di Lucca con l’accusa di estorsione.

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